IL RESTO DEL CARLINO. "Cesena ti porto nel cuore"

28.09.2012 09:55 di  Giovanni Guiducci   vedi letture
Fonte: Daniele Zandoli per Il Resto del Carlino
IL RESTO DEL CARLINO. "Cesena ti porto nel cuore"
TUTTOmercatoWEB.com
© foto di Luigi Gasia/TuttoJuveStabia.it

Lunedì sera arriverà al Manuzzi con 13 punti in sei partite. Senza il punto di penalizzazione sarebbe secondo.
«Però non dipingete il mio Varese come il Barcellona o il Real Madrid. Anch’io ho i miei problemi».
Se Fabrizio Castori ha problemi, chissà cosa dovrebbe dire Pierpaolo Bisoli. Eppure uno dei tecnici più amati della storia del Cesena mette le mani avanti: «Non è vero che il mio Varese abbia la stessa rosa dello scorso anno, mancano ben cinque pedine importanti».

Ma la filosofia resta la stessa dei miracoli dell’anno scorso.
«La serie B è difficilissima, non finisce mai. Certo, siamo partiti bene, ma a Cesena ad esempio mi manca l’attacco».

Torna al Manuzzi per la prima volta.
«Lo scorso anno ho incontrato il Cesena in Coppa Italia a San Marino, in campionato sarà la prima volta e mi sento già emozionato. Come starò ve lo dirò solo lunedì sera, dopo la partita».

Vuole vincere.
«Vorrei vincere sempre, è il mio lavoro. Ma non sarà facile, conosco la spinta che sa dare Bisoli e il calore che trasmette il Manuzzi».

Sulla carta non c’è gara, nove punti di vantaggio in sei match sono tanti.
«Ma il Cesena è una buona squadra, con forti individualità. Gente in gamba come Gessa e Iori, Succi è un lusso per la categoria, Graffiedi è bravissimo, Belardi e Comotto hanno sempre giocato in serie A, Caldirola è il capitano dell’under 21. Parfait è un grande giocatore, l’ho allenato a Piacenza ed Ascoli, ha un grande futuro, è un piccolo Davids. Bisoli è l’allenatore giusto per trarne il massimo».

Vi assomigliate un po’, volete aggressività e dinamismo.
«Cerchiamo di impostare le nostre squadre a nostra immagine, sputare sangue per la maglia. Al novantesimo tutti devono aver dato il massimo».

Castori, si ricorda il gabbiotto in cui seguiva le partite quando era squalificato?
«Ci penso spesso, fu un’esperienza incredibile, per certi versi emozionante. Si formarono amicizie vere, emozioni fortissime».

Come Conte oggi.
«Mi hanno chiamato anche da Sky per sapere da me cosa si prova in quelle condizioni. Ci si può impegnare allo spasimo in settimana allenando con coscienza senza che la domenica ci siano problemi. Al Cesena avevo un gruppo affiatato, i giocatori si sentirono più responsabilizzati. Come sta succedendo a Conte, la Juve gioca a memoria. E’ importante che tu sia stato col gruppo l’anno prima».

Lunedì sera chi vince?
«Sarà una partita durissima, la classifica attuale non conta nulla, io quello stadio lo conosco benissimo, fa miracoli. E questo Cesena ha una classifica bugiarda. Presto ce ne renderemo conto».