IL RESTO DEL CARLINO - Cesena, nove settimane e mezzo da star
La classifica del Cesena risplende. Anche più del sole che alle 18 di domenica, quando il pullman bianconero ha lasciato il Sant’Elia, riscaldava Cagliari e i 200 tifosi romagnoli volati sull’isola. E’ un sole cui il Cavalluccio ha iniziato a far l’abitudine e che domenica prossima, al termine della partita col Brescia, potrebbe riscaldare i cuori disperdendo quei brividi che la vicinanza con la zona retrocessione ha inflitto a lungo. Aesso dunque c’è da da mettere l’ultimo mattoncino sull’impresa salvezza. Che ha avuto momenti decisivi in tutto il torneo.
La svolta vera, però, è stata il 27 febbraio scorso: quel giorno la vittoria sul Chievo all’ultimo minuto, firmata da Jimenez su rigore, è appunto coincisa con l’alba del risorgimento. Che si è protratto da quel giorno fino a domenica scorsa: dalla sfida coi veneti a quella col Cagliari sono passate dieci partite, nelle quali la formazione di Ficcadenti ha fatto 18 punti. Cinque vittorie (appunto Chievo, poi con Samp, Bari, Bologna e Cagliari) e tre pareggi (con Juventus, Fiorentina e Palermo): la primavera è bianconera. E ciò che ancora di più balza agli occhi è il rendimento esterno: 5 trasferte e 10 punti. Non proprio la media di chi deve solo salvarsi.
Nel complesso il girone di ritorno è già super rispetto all’andata, e mancano ancora due partite, col sogno di scavalcare il Bologna. Non è un caso che i bianconeri abbiamo cominciato ad ingranare quando tre pezzi pregiati della squadra hanno cominciato ad influire in maniera decisiva: Giaccherini, Malonga e Parolo. Dal giorno della resurrezione la pulce di Talla ha segnato 4 reti, il centrocampista 3 e Mimmo 2. Poi c’è Jimenez, ma lui è stato sempre continuo. Sullo sfondo, ma solo perché non è in mezzo al campo, Antonioli. Difficile stabilire una classifica elle sue migliori parate, belle e decisive. Però se salvezza sarà ce ne ricorderemo due: quella contro il Chievo sullo 0-0 su Fernandes nel giorno della svolta e quella di domenica scorsa a Calgiari, contro un Missiroli lanciatissimo a rete.
