IL RESTO DEL CARLINO - Campedelli: "Questo Cesena non retrocederà"
«Il Cesena non retrocederà». Sembra un motto ma invece è una promessa. E a farla non è un tifoso qualsiasi, ma il numero uno bianconero Igor Campedelli, intervenuto ieri sera su SmTv San Marino nella trasmissione “Carte Scoperte”, condotta da Sonia Tura. Durante il programma non si è parlato solo di calcio, ma è chiaro che un ruolo da protagonista è stato giocato dal Cavalluccio. La situazione è ancora molto difficile per la truppa di Arrigoni, ma il patron ha le idee chiare.
«Sono certo della salvezza del Cesena: conosco il valore dei giocatori e dello staff, vedo come lavorano e non ritengo possibile una retrocessione». Campedelli è ritornato anche sull’esonero di Giampaolo, rifiutando l’idea che sia stato troppo tardivo: «Ho deciso di intervenire quando mi sono reso conto che durante le partite la squadra non riusciva a mettere in pratica la mole di ottimo lavoro impostato durante la settimana. Finché ho creduto che la situazione fosse recuperabile ho aspettato, poi sono dovuto intervenire sostituendo quello che a mio parere è un allenatore molto bravo».
La chiacchierata ha toccato anche l’argomento stadio, uno dei gioielli della gestione Campedelli. Il presidente bianconero, infatti, è stato un pioniere nel difficile precesso di rimozione delle barriere: «Penso che la qualità dei tifosi italiani sia migliorata, come testimoniano anche le statistiche. I nostri si meritavano di essere i primi in Italia a godere di questo privilegio e siamo molto soddisfatti di aver tolto le barriere nei distinti. Credo che presto si arriverà alla rimozione totale, i tempi sono maturi».
A proposito di tifo, Campedelli è tornato alle polemiche dello scorso anno, quando, dopo un brutto episodio capitato al Cesena Store, si lasciò andare a parole pesanti verso la tifoseria: «Non mi riferivo alla sua totalità. Conosco e rispetto gli ultras e i supporters del Cesena e proprio perché sapevo che non c’entravano nulla con quell’episodio ho deciso di intervenire con forza. Con la tifoseria bianconera ho un rapporto saldo e corretto e proprio per mantenerlo tale ho voluto stroncare sul nascere quel tipo di atteggiamenti».
Le esternazioni di affetto per il popolo bianconero non finisce qua.
«Per entusiasmo, attaccamento e qualità penso che la nostra tifoseria sia molto simile a quelle inglesi. L’anno scorso ero allo stadio a Londra quando il West Ham è retrocesso e ho visto tutto il pubblico applaudire e piangere per la squadra, che nonostante gli sforzi non è riuscita a salvarsi. Sono rimasto impressionato e ho pensato ai nostri tifosi. Anche per questo mi piacerebbe importare a Cesena il modo inglese di vivere il rapporto fra squadra e supporters, non solo durante la partite, ma tutti i giorni della settimana».
