IL RESTO DEL CARLINO - Campedelli "Il Manuzzi sarà la casa di tutto il Cesena"

07.09.2011 11:56 di  Francesco Satanassi   vedi letture
Fonte: il resto del carlino
IL RESTO DEL CARLINO - Campedelli "Il Manuzzi sarà la casa di tutto il Cesena"
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© foto di Marco Rossi

Sarà anche stata una idea rischiosa, già criticata peraltro da qualcuno, ma quella del nuovo campo del ‘Manuzzi’ in sintetico di ultima generazione è ormai una importante realtà. Sabato sera il varo ufficiale, nell’anticipo col Napoli che sarà dunque la prima partita di serie A su questo tipo di terreno, e per Igor Campedelli è un’altra medaglia sul petto. «Ci servivano venti giorni di sereno per realizzare tutto nei tempi previsti e così è stato. Ora ci vuole qualche bell’acquazzone» ci scherza su il patron, ma la realizzazione lampo dell’opera è già un successo.

Com'è nata l’idea? «Ho girato l’Europa, a cominciare dall’Inghilterra. Lì giocano sempre in campi in perfette condizioni. Mi sono chiesto perché anche in Italia non possiamo avere terreni all’altezza. Ho fatto anche altre considerazioni: in inverno spesso le squadre non riescono ad allenarsi bene a causa del maltempo. E’ capitato anche a noi. Col sintetico la nostra squadra invece potrà lavorare sempre, anche perché ne abbiamo costruiti due pure a Villa Silvia, uno dei quali identico per dimensioni a quello del Manuzzi».

E non finisce qui. «In effetti — ammette —, ho anche un altro obiettivo. Voglio che il Manuzzi diventi la casa del Cesena. Di tutte le sue squadre, non solo della prima. E deve essere disponibile tutta la settimana, non solo di domenica. Inizieremo a farlo usare anche alla Primavera, agli allievi e così via. Pensate a un ragazzino che si allena al Manuzzi, su quel campo dove la domenica vede giocare i suoi idoli. Aumenteranno gli stimoli e il senso di appartenenza, un altro dei nostri obiettivi». Non lo preoccupa il fatto che comunque, in trasferta, il Cesena dovrà poi giocare sull’erba naturale. Ci ha investito un milioncino (circa 500.000 euro per il manto del Manuzzi, altrettanto a Villa Silvia). «Soldi che rientreranno col tempo, ammortizzandoli coi risparmi sui costi, anche se non è vero che non c’è manutenzione».

Non c'è solo il sintetico, ma anche l’abbattimento delle barriere che dividono il campo dai distinti, a rendere speciale il ‘suo’ Manuzzi. «Mi ero chiesto cosa impedisse che da noi gli spalti potessero essere non recintati. Così ho scoperto che c’era persino una commissione che si occupava di ciò». Quindi idee chiare, mano al portafoglio, sintonia col Comune e via a un futuristico sistema di barriere basse, innalzabili in caso di richiesta prefettizia: «Le ha progettate e realizzate uno studio sul quale ora anche le altre società ci chiedono informazioni, in pratica è un nostro brevetto». Per l’innovazione il Cesena è da scudetto