IL RESTO DEL CARLINO - Beretta "Santana? può fare il trequartista"

22.02.2012 13:26 di  Francesco Satanassi   vedi letture
Fonte: Il Resto del Carlino
IL RESTO DEL CARLINO - Beretta "Santana? può fare il trequartista"
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© foto di Federico De Luca

Mario Beretta, nuovo e terzo tecnico stagionale del Cesena, parte subito ricordando Giampaolo e Arrigoni che l'hanno preceduto: «Uomini e allenatori che stimo» poi chiarisce subito: «La situazione è difficile altrimenti non mi avrebbero chiamato. Il tempo per salvarci c'è ancora, non tanto ma c'è. Dovremo attaccare il tempo, così come aggredire le altre squadre. Per coinvolgere altre formazioni nella lotta per la salvezza occorre camminare forte, fare punti da subito. Io ci credo, era da un po' che ero fermo a casa a fare il papà e a guardare partite, mi ero stancato. Conosco questa squadra, ha le qualità ma le deve tirare fuori. Sono convinto che abbia anche le carateristiche giuste di determinazione, cattiveria e grinta per salvarsi. Questi giocatori le possiedono, lo dimostrano le loro carriere». ù
Per la prima volta nella sua carriera (ha firmato un contratto fino a giugno, senza opzione per la prossima stagione e con un sostanzioso premio in caso di salvezza) gli è capitato di subentrare come terzo allenatore: «C'è sempre una prima volta, dalla squadra voglio intensità, determimazione. Sarò io che dovrò tirarle fuori, sono convinto che le abbiamo, saranno due mesi e mezzo di apnea. La società sta dimostrando di voler fare di tutto per salvarsi. Ho parlato col gruppo oggi nel primo allenamento, ho trovato buona applicazione, una valida condizione fisica. Ha bisogno di certezze, sicurezze che possono essere di tre tipi: tattica, psicologica e atletica, ancora meglio tutte e tre insieme. La montagna è ripida da scalare, piena di sassi che ci rotolano contro ma ce la possiamo fare».
Poi parla anche brevemente di moduli: «Ho praticato spesso il 4-4-2 ma anche il 4-3-1-2 con un trequartista. Sì, potrebbe essere in questo caso Santana, ha qualità e caratteristiche ma può anche giocare come esterno o centrocampista». Il presidente Campedelli è categorico: «Non sono un mangia allenatori e non lo sarò mai ma se andavo avanti così retrocedevo di sicuro. Ringrazio Arrigoni, un grande tifoso del Cesena, e i suoi collaboratori come Corino e Cancelli che hanno dato tutto. Siamo feriti ma non morti, sono convinto di non morire ma se dovesse succedere sicuramente lo farò combattendo. Si può vincere o perdere ma bisogna vedere i modi. Alla squadra chiedo intensità, determinazione, spirito giusto quello che a Cesena non può mancare. Col Milan nel primo tempo non abbiamo combattuto, è inconcepibile. In Beretta ho visto gli stimoli giusti: lui ci crede, io pure e tanto».