IL RESTO DEL CARLINO. Attenti a quei due

28.09.2012 11:04 di  Giovanni Guiducci   vedi letture
Fonte: Nicola Marcatelli per Il Resto del Carlino
IL RESTO DEL CARLINO. Attenti a quei due

In quel celebre gabbiotto con Castori c’era il consigliere del Cavalluccio Marino Vernocchi, l’ingegnere col cuore bianconero che il giorno della partita si trasformava nella guardia del corpo del mister.

Vernocchi, cosa pensa quando oggi vede Conte squalificato in tribuna?
«Che sembra passato un secolo. Conte oggi si siede in uno skybox con tv, divani e wifi. Noi al Manuzzi ci infilavamo in uno stanzino di pochi metri, e non le dico in trasferta…».

Cosa succedeva lontano dal Manuzzi?
«A Salerno i tifosi della tribuna ci sputavano sul vetro. A Catanzaro dovemmo sederci proprio in mezzo ai supporter di casa: al gol dei calabresi la tribuna era in piedi a festeggiare, un tizio dietro di noi mi si appoggiò improvvisamente puntandomi qualcosa nel fianco. Mi disse nell’orecchio: lei deve esultare con noi».

Che tempi nel gabbiotto…
«Molti oggi ne ricordano solo la parte di colore. Invece dovremmo ricordarci che i risultati della squadra furono tecnicamente eccezionali. Eravamo in B: il primo anno ci salvammo con una giornata d’anticipo, il secondo agguantammo addirittura i playoff. Il segreto? Noi e chi come Lorenzo Lelli a volte mi sostituiva eravamo la punta dell’iceberg di un’organizzazione invisibile che da Treossi e Gadda fino a noi era sempre in moto. E la compattezza morale della società di Lugaresi era la nostra forza. Tutti uniti, a testa bassa».

Com’era Castori nel gabbiotto?
«Viveva la partita con una concentrazione disumana. Una volta mi urlò: Hai scritto l’sms per far sostituire Papa Waigo? Non me lo aveva detto e io non mi sarei mai permesso di deciderlo: voleva che ci arrivassi da solo, in quei momenti per lui eravamo una cosa sola».