IL RESTO DEL CARLINO - Agostini "Arrigoni ha le idee per salvare il Cesena"

09.11.2011 11:54 di  Francesco Satanassi   vedi letture
Fonte: il resto del carlino
IL RESTO DEL CARLINO - Agostini "Arrigoni ha le idee per salvare il Cesena"
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© foto di Federico De Luca

Qualcuno volò sul nido del Condor e planò sul sintetico. Facendosi male, la classifica demoralizzante, sin dal primo minuto di campionato. Massimo Agostini ha bianconero cuore, fegato e coratella. Una storia fatta di alti e bassi, la sua, prima da calciatore e poi da allenatore della Primavera. Domenica scorsa era a soffrire come tutti al Manuzzi. A guardare una squadra costruita per grandi traguardi soccombere con ignominia contro una diretta concorrente, animata solo di tanto coraggio e di una discreta dose di fortuna.
«Non si poteva pretendere di risolvere i problemi dopo quattro giorni dal cambio tecnico. Nel primo tempo ci ha messo sotto un Lecce più scarso ma tranquillo. La nostra difesa ha sofferto ad ogni loro attacco in profondità».
Non ha ciccato solo la difesa nel primo tempo.
«Prima abbiamo calciato decine di palle alte a cercare attaccanti come Mutu e Eder che amano giocare a palla bassa. Tutte prede di Carrozzieri. Con Bogdani che è competitivo di testa si è giocato a palla bassa. C’è stata confusione e il Lecce ne ha approfittato».
Cosa deve fare Arrigoni per tentare di porre rimedio alla situazione?
«In queste due settimane lavorerà sulla testa dei giocatori. Chiederà intensità. I giocatori devono liberarsi di testa, hanno bisogno di ricominciare daccapo».
Non sarà facile rimuovere il verbo di Giampaolo.
«C’è stata tanta teoria, la pratica è un’altra cosa, nel calcio le chiacchiere servono a poco».
Insomma, il barometro punta al basso.
«No, c’è ancora tempo, mancano 28 partite, tante. Se la squadra ha idea di gioco può giocarsela alla pari con altre 5 o 6. Ora bisogna cominciare con cose semplici, si è toccato il fondo, si può solo riemergere».
Arrigoni è la persona giusta?
«Daniele ha le idee chiare. Non si è buttato in moduli astrusi, col 4-4-2 può dare tranquillità e sicurezza ai giocatori».
Poi serviranno ritocchi a gennaio.
«Serve una prima punta, un tipo alla Floccari per permettere a Mutu di fare il suo gioco preferito».
Prossimo turno il Bologna: il derby non è l’ideale per guarire.
«Brutta partita, ma il Bologna è abbordabile. Ha alcuni elementi importanti soprattutto davanti, ma anche problemi. Devi andare con l’intensità giusta».
Come ai tempi suoi quando il ‘Condor’ segnava a ripetizione appena sentiva odore di rossoblu.
«Io al Bologna gli ho sempre fatto gol, sentivo il derby in maniera particolare».
Avrebbe anche potuto vestire quella maglia.
«Divulgarono con sei mesi di anticipo la notizia mettendomi in difficoltà, mi arrabbiai e passai alla Roma. Non me l’hanno mai perdonata».
Un’ultima cosa. Mai stato in una situazione simile a quella del Cesena?
«Sì, nel ’96. Tornavo dal Napoli, fu costruita una squadra da serie A con Bonomi, Fiori, Bianchi, ma la piazza contestava Tardelli sin dal ritiro. Poi Marchioro, Benedetti, retrocedemmo. Una macchia lavata restando anche l’anno dopo, nonostante mi chiamassero dalla cadetteria».