IL RESTO DEL CARLINO. A Catania l'ex Martinez scalpita per una maglia da titolare
La Sicilia rossaazzurra è stata la prima tappa dell’uruguaiano in Italia e per lui sono state tre stagioni esaltanti, da ricordare. Sia perché il Catania, alla fine, ha sempre saputo tagliare il traguardo salvezza; sia perché lui stesso si è realizzato come giocatore e anche come bomber, firmando la bellezza di 22 gol, lui che non è prima punta, collezionando 86 presenze. Insomma, un successo, tanto che al termine di quelle tre stagioni il sudamericano si era conquistato, nell’estate del 2010, nientemeno che la chiamata della Juventus, con relativo importante ingaggio.
Alla fine il mercato l’ha portato a Cesena, a caccia di nuove sfide, ma con l’obiettivo in particolare di ingraziarsi di nuovo la stima juventina a suo di prestazioni con un’altra maglia bianconera addosso.
Il primo impatto non è stato significativo per le sorti del Cesena, visti i suoi pochi minuti in campo perché ancora non è al meglio della preparazione, ma ha comunque fornito indicazioni sul potenziale del ventottenne uruguaiano. Sabato scorso contro il Napoli, infatti, il suo atteggiamento in campo è stato subito esattamente quello di un attaccante che non vede l’ora di toccare la sfera, perché sa come addomesticarla e intende dimostrare a tutti di non aver perso lo smalto dei tempi migliori.
A Catania domenica, visto che sia Martinez che Ghezzal ora sono abili e arruolabili, ma nessuno dei è ancora al top, è ipotizzabile una staffetta. Ma che parta titolare o dalla panchina, Martinez entrando al ‘Massimino’ probabilmente guarderà subito la porta dove il 12 marzo 2010 siglò l’ultimo gol della sua carriera: lo fece sigillando un 3-1 rifilato nientemeno che all’Inter, con una grande discesa sulla sinistra per poi penetrare in area in serpentina e battere imparabilmente. In fondo quale ricordo migliore per essere stimolati a ritrovare se stessi?
