Un rustico capanno come spogliatoio

Il Bianconero, testata ufficiale del Cesena Calcio a cura del Coordinamento Clubs Cesena, è distribuito in occasione delle gare al Manuzzi dei bianconeri.
02.03.2014 19:00 di  Redazione Tuttocesena.it   vedi letture
Fonte: Ettore Pasini per Il Bianconero
Il primo spogliatoio delCesena
Il primo spogliatoio delCesena
© foto di Archivio Calbucci

Se ripenso agli anni quando il Cesena si recava in trasferta sistemato alla meglio su un camion preso a noleggio mi sembra di sognare. Oggi le squadre di calcio viaggiano ben sistemate su pullman di gran lusso spesso firmati.
Negli anni ’50 nel mondo del calcio non esistevano procuratori od intermediari; se una società voleva vendere od acquistare bastava una stretta di mano fra presidenti e la trattativa andava a buon fine.
I soldi? Pochi da spendere e sempre pochi quelli che entravano in cassa. Ricordo che allora fece notizia la vendita di Renato Ronconi dal Cesena al Verona per 5 milioni delle vecchie lire; l’attaccante bianconero in campionato aveva messo a segno ben 19 reti.
Sempre a quei tempi non esistevano gli addetti-stampa. Al giornalista era permesso di avvicinare il presidente, l’allenatore oppure i giocatori anche all’interno dello spogliatoio per l’intervista da inviare al giornale via telefono con reversibile (a spese del giornale che riceveva!).
La tribuna stampa? E’ nata dopo decenni; il cronista lavorava sulle gradinate fianco a fianco dei tifosi con tanto di block-notes in mano.
I ritiri pre-partita? Neppure parlarne; anche il pranzo del giocatore veniva consumato in famiglia prima della gara. Ricordo che l’allenatore del Cesena, il sig. Ellena, era solito convocare i suoi giocatori verso le 13 della domenica al Caffè Italo-Svizzera (sito in città in Corso Mazzini); in gruppo partivano a piedi verso l’ippodromo del Savio dove, all’interno, era sistemato il campo di calcio.
Le diete per i calciatori? Con quella miseria che esisteva allora era già tanto se si trovava qualcosa da mettere sotto i denti!
Il terreno di gioco? In gran parte, terra battuta condita anche da macchie di carbone. Campo erboso? Pochi cespugli sul campo del Cesena Calcio.
Gli spogliatoi di quel campo di calcio? Niente a che fare con quelli di oggi dove primeggiano ceramiche, armadietti personalizzati, docce e vasche per massaggi, accappatoi e teli firmati per tutti, studio medico, sala riunioni e quant’altro. Lo spogliatoio del Cesena degli anni ’50 (vedi foto) era un capanno trasandato in legno marcito dal tempo; in quello spogliatoio dovevano convivere le due squadre impegnate per la partita e l’arbitro designato a dirigere. Non ricordo se le docce fossero più di due. Senza dimenticare che, all’interno di quel fantomatico spogliatoio, dovevano trovare spazio anche il dottor Marcatelli ed il massaggiatore Fornari del Cesena.
La segreteria del Cesena di quei tempi? Per anni trovò un piccolo spazio all’interno dell’ufficio della Croce Rossa di Cesena dove l’appassionato Mario Neri, oltre a lavorare per i movimenti dell’ambulanza locale, si dava un gran da fare per preparare le scarse paghe dei giocatori ed organizzare le riunioni della squadra.
A quei tempi la parola “team-manager” non esisteva. Alle trasferte della squadra del Cesena pensava Decio Candoli, un bancario che solo per la passione calcistica che aveva sacrificava gratuitamente il fine settimana lontano dalla famiglia.
Altri tempi, dirà qualcuno. Eppure quel calcio assai povero di mezzi, per noi e per loro, era un ricco motivo di passione calcistica in una città che non faceva neppure provincia.