Quando a Cesena avevamo più coraggio (e più testosterone) da investire
Cazzo, l’anno del Signore duemiladieci. L’anno – vado a memoria, eh – del Waka Waka di Shakira. Del lancio del primo iPad. Dello scoppio del Ruby Gate. Della vittoria a Sanremo di Valerio Scanu. Della morte del mio idolo Raimondo Vianello. Del cambio di sesso del mio (ex) vicino di casa di chiare origini calabresi. Ma anche l’anno della Festa ‘bisolizzata’ di Piacenza. Dell’attesissimo ritorno in Serie A del Cavalluccio. Dell’avvento sulla panca bianconera dell’ingellatissimo Massimo Ficcadenti. E pure dello sbarco in Terra di Romagna di Yuto Nagatomo. Cazzo, Yuto Nagatomo. Ma quanta acqua (e quanta merda) sotto i ponti è passata da quell’afoso mercoledì di metà luglio che salutò ufficialmente l’arrivo in riva al Savio del difensore nipponico?!? Tanta. Tantissima. Eppure, sedici anni dopo, il quasi 40enne Nagatomo è ancora qui che lotta tra noi. Che sfida, con addosso la casacca dell’Fc Tokyo, avversari che hanno la metà delle sue primavere Che si prepara – udite udite – ad affrontare il suo quinto mondiale. “Questa sarà la mia quinta partecipazione a questa competizione – dice gonfio d’orgoglio l’ex difensore (anche) di Cesena ed Inter – eppure non sono mai stato nervoso come adesso. Sono carico come una molla…”. La Nazionale italiana – o meglio, ciò che resta della Nazionale italiana… – anche questa volta non sarà ai mondiali? E chissenefrega! Ecco, sì: chissenefrega. Chi come il sottoscritto è cresciuto a pane (pardon, a piadina) e Cavalluccio, chi come il sottoscritto si emoziona ancora a ripensare a quel bellissimo Cesena ‘targato’ Igor Campedelli che riuscì a battere (pure) il Milan di Ibra e di Pirlo, chi come il sottoscritto rimpiange ogni giorno di più quell’epoca in cui avevamo tutti (o quasi tutti) più coraggio e più testosterone da investire, una squadra da tifare al Mondiale l’ha già trovata. Per l’appunto, il Giappone dell’highlander Yuto ‘Mimmo’ Nagatomo. Nostalgia, nostalgia canaglia. Di una strada, di un amico, di un bar. Ma anche – sigh – di un Cesena (di un’Italia, di un calcio, di una giovinezza, di una leggerezza…) che non c’è più. E che non tornerà mai più.
