Quando Lugaresi faceva affari con Berlusconi
Attenzione! I milanesi sono alle porte; gente forte ed affamata che arriva dalla metropoli lombarda con l’intenzione di accaparrarsi tutto sul suolo di Romagna. Cento anni fa scesero sulla sponda dell’Adriatico e con quattro palanche si assicurarono una fetta di terra e di mare battezzandola con una buona dose di pudore: Milano Marittima. Personaggi che hanno sempre avuto le tasche piene con portafogli gonfi e che anche nello sport non hanno esitato ad investire. I nomi dei Rizzoli e dei Berlusconi ne furono e sono tutt’ora una testimonianza tangibile. Milanesi tinti di rossonero dalla testa ai piedi che negli affari e nello sport hanno scritto pagine di grandi successi. Nel mondo del calcio un confronto fra la Milano rossonera e il piccolo Cesena di Romagna è quasi improponibile. Eppure in un paio di circostanze è capitato che il Davide calcistico di Romagna abbia fatto soffrire il Golia lombardo.
Se ben ricordiamo nel febbraio del 1974 (quarant’anni fa) sul manto erboso della Fiorita, il forte Milan dei vari Rivera, Benetti, Bigon, Chiarugi, allenato da quel marpione di Nereo Rocco, ci lasciò le penne per il gol del centravanti bianconero Bertarelli che riuscì a bucare la porta difesa da Vecchi. Ancor oggi i Ceccarelli, Ammoniaci, Cera, Catania e Orlandi potrebbero raccontare ai concittadini cesenati la storia di quel memorabile pomeriggio.
Un altro scherzetto che il “piccolo” Cesena seppe regalare al grande Milan porta la data dell’8 gennaio 1989: vittoria dei bianconeri guidati da Albertino Bigon sui rossoneri di Arrigo Sacchi per 1-0 con rete dello svedese Holmquist, in uno stadio Manuzzi strapieno. Anche nella gara di ritorno a San Siro i romagnoli seppero frenare l’impeto dello squadrone rossonero bloccandolo con un meritato risultato di parità (0-0). Due i ricordi di quel pomeriggio alla Scala del calcio italiano. Il primo: il piccolo Andrea Del Bianco mise il bavaglio prima a Rijkaard poi a Gullit. Il secondo: il dialogo, a fine gara, davanti allo spogliatoio del Milan con il presidente del Cesena Edmeo Lugaresi che stringe la mano a Silvio Berlusconi e gli dice: “Hai visto come è bravo il nostro portiere Sebastiano Rossi? Io che oltre per il mio Cesena tifo Milan ti dico che quel gigante deve diventare il numero 1 della tua squadra”. “Affare fatto”, gli rispose il prode Silvio. Rossi andò al Milan dove rimase per 10 anni e conquistò di tutto, record d’imbattibilità compreso.
