Il gigante bianconero che amava le donne e il sangiovese

07.12.2013 16:00 di  Redazione Tuttocesena.it   vedi letture
Fonte: Ettore Pasini per Il Bianconero
Il gigante bianconero che amava le donne e il sangiovese

C’è forse qualcuno che conserva reminiscenze sull’attaccante Costanzo Bertoli, centravanti del Cesena nel 1960? Sicuramente pochi, al massimo qualcuno che porta i capelli bianchi come il sottoscritto. Il Cesena fresco di promozione in serie C, al momento di allestire la nuova squadra con la conferma del duo Pantani (D.T.) e Burini (allenatore) alla guida tecnica, per la stagione calcistica 1960/61 puntò decisamente su quel centravanti del Belluno che, nella stagione precedente, aveva segnato uno dei due gol che erano valsi la sconfitta del Cesena in terra veneta. Quel gol del bellunese Costanzo Bertoli era stato frutto di un tiro micidiale da fuori area che aveva impallinato il bravo Romano Toni, portiere del Cesena.
Convinto delle doti balistiche di questo attaccante, vero gigante nel fisico e dai piedi buoni, il Direttore Tecnico Pantani lo suggerì alla società del Cesena e lo fece acquistare, convinto più che mai di aver fatto un grande colpo di mercato. Nella realtà del campionato, una volta fasciato di bianconero, Bertoli si palesò più delusione che affare. Fu impiegato solo 11 volte in partita e, nel corso delle stesse, riuscì a mettere a segno soltanto un gol (13 Novembre 1960) sul campo del Romeo Neri di Rimini.
Il D.T. Pantani che lo aveva fortemente voluto nel Cesena non riusciva a darsi pace e neppure trovare valide scusanti per lo scarso rendimento fornito in campo da quel gigante arrivato dal Belluno al punto tale che il “colonnello”, ossia Pantani, incominciò a pedinare l’atleta nella sua vita privata. Una domenica mattina, poche ore prima di una partita casalinga del Cesena, il Direttore Tecnico (forse allertato da qualcuno) fece irruzione in un appartamento situato nei paraggi del Ponte Vecchio; con uno stratagemma riuscì ad entrare nel salotto. All’interno c’era Bertoli, attaccante rammollito, in dolce compagnia femminile seduto attorno ad un tavolo con un fiasco di Sangiovese al cospetto. Ecco svelato il segreto dello scarso rendimento in campo dell’ex gigante Bertoli. Di buon mattino, poche ore prima di una partita di calcio, quel salotto, quella compagnia femminile e quel fiasco di vino che troneggiava sul tavolo non erano di certo le armi idonee per prepararsi a combattere e soffrire su un campo di calcio per una gara di campionato. Da quel giorno, il nome di Costanzo Bertoli fu quasi cancellato dalla lista dei calciatori del Cesena e di lui non rimase traccia nel mondo del calcio una volta lasciati la Romagna e il Sangiovese.