Corrado, il mio primo "allenatore"
Quando Corrado Benedetti esordì in prima squadra nel Cesena in serie A, ero un bambino e lo ricordo come un difensore rude, potente e grintoso. Venti anni dopo, quando era nel frattempo diventato l’allenatore del Cesena ed io avevo iniziato a collaborare per il Corriere Romagna, ebbi il piacere di conoscerlo personalmente. In verità il primo incontro non fu proprio piacevole. Era una delle primissime volte che mi recavo a Villa Silvia come giornalista ed era la settimana seguente alla sconfitta del Cesena, all’epoca in C1, contro il Lecco. Mi presentai chiedendogli come pensava, visto l’ultima prestazione, di fermare la capolista Livorno reduce da 9 vittorie di fila. Mi rispose seccato e tagliò corto. Come inizio mi poteva andare meglio, ma aveva ragione lui. La domenica seguente, infatti, il Livorno venne travolto al Manuzzi e da lì iniziò la grande corsa verso il primo posto.
Il giorno della festa promozione al Carisport lo incrociai nel parcheggio, mi chiamò per nome e mi salutò calorosamente, come a condividere quel successo, di cui egli era stato il grande artefice. L’anno seguente però le strade di Benedetti e del Cesena si separarono. A malincuore Edmeo Lugaresi, che aveva una predilezione per il tecnico di San Vittore, lo esonerò. Una decisione che lo amareggiò tantissimo.
Rividi Benedetti qualche anno dopo a Pisa, dove era stato chiamato in panchina, in occasione della gara contro i bianconeri. Vinse il Pisa e al termine della partita nella sala stampa dell’Arena Garibaldi quando vide i giornalisti di Cesena, ci disse beffardo: “Siete contenti che ha vinto il vostro allenatore, vero?”. Vinse anche al ritorno al Manuzzi e ricordo la sua esultanza sfrenata sotto la curva Ferrovia dove i tifosi pisani avevano esposto lo striscione “Nessuno è profeta in patria. Vai Corrado”.
Benedetti amava invece la sua “patria”, il suo Cesena che da quest’anno lo aveva riabbracciato come allenatore degli Allievi. Un amore per la squadra della propria città che ho avuto l’onore di condividere all’interno dell’associazione “Cesena per Sempre”, a cui Corrado aveva da subito aderito come socio sostenitore. Ciao mister.
