Cinque gol possono bastare
Giovanni Veglianetti, in arte centravanti bianconero nel 1952-53, in un solo campionato realizzò ben 28 gol. Era la stagione calcistica che valse la qualificazione del Cesena in IV serie. Quell’anno Veglianetti fece notizia anche per un episodio curioso che lo riguardò personalmente. In una domenica di campionato, giocando sul vecchio campo sportivo situato allora all’interno dell’ippodromo del Savio, Veglianetti dopo aver segnato ben cinque reti nella partita, ad un certo punto della gara, mentre stava producendosi nell’ennesima incursione verso la porta avversaria, credette opportuno fermarsi al limite dell’area, fermare il pallone e sedersi sopra alla stregua di uno sgabello da viaggio. Un gesto che aveva il sapore dell’umanità sportiva. Intervistato nel dopo partita, Giovanni Veglianetti giustificò l’episodio: “Non era giusto e neppure sportivo umiliare il portiere avversario segnando un’altra rete; cinque gol personali rappresentavano già da soli un bottino da record per un attaccante!”. A fine stagione, con una promozione in tasca, Veglianetti lascò Cesena e finì al Nardò.
