Perché Sanremo è Sanremo. Perché il Cesena è il Cesena…
Subito una certezza monolitica: a questa società che negli ultimi anni ha iniettato nel Cavalluccio una vagonata di dollaroni sonanti, a questi soci che – anche con contributi a fondo perduto – hanno ripianato (pure) l’ultima abominevole perdita maturata nel bilancio chiuso al 30 giugno 2025, bisognerebbe fare subito un robusto applauso. Epperò, mi pare chiaro, mi pare lampante, questa società – dopo essere riuscita a traghettare il club in Serie B – ora come ora non ha assolutamente la forza di trascinare il Cesena in Serie A. Non ha assolutamente la forza di competere con ‘certe’ corazzate che non sanno nemmeno cosa sia la spending review. Poi si sa: il calcio, oggi come ieri, non è un’equazione perfetta. Magari già il prossimo giugno – contro tutto e contro tutti, Bastoni compreso… – il Cesena si regalerà un’incredibile ed impronosticabile promozione a sorpresa in stile Latina 2014. Magari, eh. Ascoltando però qualche rumor sul Cesena del Domani che comincia ad emergere sempre più insistentemente dalla stanza dei bottoni bianconeri – previsto un’ulteriore robusto taglio agli stipendi, un abbassamento dell’età media della rosa ed almeno tre cessioni importanti – in riva al Savio c’è però poco da stare allegri. C’è poco da essere ottimisti. Dunque, gentili lettrici e gentili lettori che oggi avete deciso di concedermi un po’ del vostro prezioso tempo, fatevi regalare un consiglio spassionato: godetevi il presente. Godetevi questo Cesena che, pur con tutte le sue colossali lacune e con tutte le sue ‘mignanesche’ paturnie, sta stazionando ancora in zona play-off. Con la bellezza di 12 punti di vantaggio sulla zona rossa. Massì, godetevi il presente. Che il (per alcuni mesto) presente che stiamo vivendo di questi tempi, messo a confronto con l’inquietante futuro che probabilmente ci aspetta appena dietro l’angolo, così a prima vista pare quasi il giardino dell’Eden. Ecco, sì: IL GIARDINO DELL’EDEN. Ah, aspettate. Aspettate un attimo. Prima di chiudere questo mio editoriale fatemi dire un’ultimissima cosa. Una cosa importante. Il sempre abbronzatissimo (sì, proprio come Filippo Fusco…) Carlo Conti, già in rampa di lancio in vista dello start del prossimo Festival di Sanremo, ha appena dichiarato davanti a taccuini e microfoni che il prossimo anno non sarà più sulla Riviera dei Fiori. Motivando la sua scelta in tutta sincerità. Ecco, allora io mi stavo chiedendo: quand’è che il suo sosia a stelle e strisce John Aiello ci dirà cosa bolle realmente nel pentolone bianconero? Che vabbè, lo sappiamo tutti: Sanremo è Sanremo. Ma anche il Cesena è il Cesena. Da quasi 86 anni. Dico bene?
