Pagliuca, Possanzini o Pecchia per la panchina. E Fusco pare più vicino alla permanenza…
Nonostante manchino ancora mesi alla fine della stagione, il futuro della panchina bianconera è ormai tracciato. L’addio di Michele Mignani è già fissato per giugno, a meno che la serie di sconfitte in cui il Cavalluccio è purtroppo incappato continui imperterrita nelle prossime settimane. In tal caso ci si troverebbe nelle condizioni di dover accelerare i tempi.
La dirigenza bianconera è al lavoro per consegnare al Cesena una guida tecnica che sia all’altezza delle ambizioni della piazza e al contempo in linea con i parametri finanziari da non sforare. Nell’ultima puntata di TuttoCesena live, Gian Piero Travini ha tirato fuori i tre i nomi caldi finiti sul taccuino: le ‘scommesse’ di talento rappresentate da Guido Pagliuca e Davide Possanzini e il profilo di caratura superiore di Fabio Pecchia.
Guido Pagliuca è il profilo dell’uomo di polso che ha fame di riscatto. Il tecnico toscano è reduce da un inaspettato esonero ma va ricordato che viene dalla straordinaria cavalcata con la Juve Stabia, portata incredibilmente in Serie B con tre giornate d’anticipo e condotta fino ai play-off nella stagione 2024-2025, ottenendo il miglior piazzamento della storia del club campano. Sebbene l’ultima parentesi a Empoli si sia chiusa prematuramente, Pagliuca resta uno degli allenatori in rampa di lancio più interessanti del panorama nazionale, capace di dare un’identità feroce e organizzata alle proprie squadre.
Il secondo profilo è quello di Davide Possanzini, un tecnico che fa del gioco propositivo il suo marchio di fabbrica. Possanzini ha compiuto un vero e proprio miracolo sportivo a Mantova, prendendo una squadra reduce dalla retrocessione in D (ma successivamente riammessa tra i professionisti) e portandola trionfalmente in Serie B con 80 punti. Dopo aver centrato la salvezza nel primo anno di cadetteria con i virgiliani, Possanzini non ha saputo ripetersi nel campionato corrente ed è andato incontro all’esonero nello scorso dicembre. Tuttavia la sua filosofia di calcio rimane tra le più stimate dagli addetti ai lavori. Come Pagliuca, anche lui calza a pennello nel profilo di tecnico emergente, non ancora del tutto affermato tra i ‘big’, ma pronto per il definitivo salto di qualità in una piazza esigente come quella romagnola.
Il nome più intrigante è senza dubbio quello di Fabio Pecchia, a fronte della sua fama di vincente in cadetteria e non solo. L’ex tecnico di Parma e Cremonese rappresenta un lusso per la categoria, capace di ottenere la promozione in massima serie in ben tre piazze diverse (Verona, Cremonese e Parma). Nel suo palmarès brilla anche la storica Coppa Italia di Serie C conquistata con la Juventus Next Gen proprio sul prato del Manuzzi nel 2020.
A rendere concreta la pista Pecchia non è solo il suo prestigioso curriculum – che vanta anche una panchina d’argento – ma soprattutto il fortissimo legame professionale e personale con l’attuale ds bianconero, Filippo Fusco. I due hanno già condiviso successi importanti in passato e la stima reciproca potrebbe essere la chiave per convincere Pecchia ad accettare il progetto a cifre contenute del Cesena, nonostante un profilo tecnico che lo collocherebbe stabilmente in orbita Serie A.
Ed è proprio questo l’aspetto più interessante, ossia la posizione di Fusco. Nonostante un lavoro che dal punto di vista finanziario ha già dato qualche frutto nel tagliare i costi, la permanenza del ds in riva al Savio non è da dare per scontata, anche in virtù di un contratto che scade il prossimo 30 giugno. La partita per quanto riguarda i vertici operativi del club rimane più che mai aperta. Al centro della scena non c’è il solo Fusco ma anche il direttore generale Corrado Di Taranto. Oggi sono entrambi in una posizione di attesa forzata. La sensazione è che si tratti di un pacchetto unico: la permanenza dell’uno è strettamente connessa a quella dell’altro. Una sorta di patto d’acciaio che rende il loro futuro un’incognita condivisa, ancora tutta da giocare sul tavolo delle trattative con la famiglia Aiello.
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