A Cesena c’è chi dovrebbe prendere esempio da Shpendi

Nove gol all’attivo e un concentrato di umiltà ed educazione: lunga vita al bomber del Cavalluccio. Bomber che, sabato ad Empoli, proverà ad evitare l’esonero di Mignani…
24.02.2026 10:20 di  Flavio Bertozzi   vedi letture
A Cesena c’è chi dovrebbe prendere esempio da Shpendi
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Per un attimo metto da parte le lacune (più o meno) strutturali di questo Cesena. Gli spettri che continuano più che mai ad aleggiare minacciosi sulla testa del sempre più attapirato Mignani. Il recente periodo da film horror vissuto (anche) da Klinsmann e da Ciervo. I silenzi assordanti della proprietà americana. Le paturnie di Mangraviti. Gli acciacchi di Castrovilli. Il malcontento della piazza bianconera che cresce ora dopo ora. Massì, per un attimo metto da parte tutte queste cose. E riparto da Cristian Shpendi. Dal suo (illusorio) gol che sabato scorso ha aperto la sfida con lo Spezia. Dalla sua esultanza semplice. Sobria. Romantica. Educata. Ecco sì, educata. Che di questi tempi, a Cesena, non è mica una cosa così scontata vedere un’esultanza così educata. Che il sottoscritto –  ma non soltanto il sottoscritto, eh – ha ancora davanti agli occhi le esultanze a dir poco polemiche sfoderate da quei due ‘fenomeni’ bianconeri che rispondono al nome di Simone Bastoni e di Marco Olivieri. Due ‘fenomeni’ che – ricorderete tutti – rispettivamente contro la Juve Stabia al Manuzzi e contro l’Avellino a Partenio, al primo gol stagionale e peraltro reduci da una vagonata di prestazioni ben al di sotto della soglia della pubblica decenza, hanno avuto la ‘brillantissima’ idea di zittire con il loro bel ditino tutta Cesena e Provincia. Una certezza granitica: Shpendi, sabato scorso dopo la sua rete allo Spezia, forte dei suoi 9 gol già all’attivo in questo campionato, avrebbe avuto tutto il diritto di zittire con il suo ditino tutti quei leoni da tastiera che (anche) nelle ultime settimane sui social gli avevano vomitato addosso le stroncature più irriverenti e le ingiurie più riprovevoli. Confermo, confermo tutto: il capocannoniere del Cavalluccio avrebbe avuto tutto il diritto di mandare a quel paese i ‘soliti’ professoroni di borgata pronti a sparare a zero su tutti e tutto. Ma non l’ha fatto. Non l’ha fatto. Una grande lezione di stile, quella sfoderata da questo ragazzo che ha sempre fatto dell’umiltà e dell’educazione il suo biglietto da visita. Una pillola di bon ton calcistico indirizzata (anche) ai signori Bastoni e Olivieri. Ma chi l’ha detto che i giovani non possono insegnare qualcosa ai più vecchi?!? Ma chi l’ha detto?!? Bravo Cristian. Anzi, bravissimo. E mi raccomando: sabato prossimo al Castellani di Empoli, in una gara a dir poco delicata, al cospetto del tuo gemello Stiven, c’è il traguardo della doppia cifra da raggiungere. Un sogno (play-off) da coltivare. E, soprattutto, una panchina (calda, caldissima, diciamo pure rovente) da salvare. Sì, pure una panchina da salvare. Anche se, nella stanza dei bottoni bianconeri, c’è (anche) chi sarebbe già intenzionato a rinnovare la fiducia a Mignani pure in caso di un nuovo patatrac in Terra di Toscana. Houston, forse abbiamo un problema. Forse, eh.


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