ESCLUSIVO Pelliccioni: “Meritavo la riconferma! La colpa è di… Modesto”

Alfio si confessa: “Quel fioretto non rispettato mi ha portato sfiga. Viali l’ho scelto io, non Piangerelli. Cevoli non mi rivolge più la parola. Voglio chiedere scusa al Coglione…”
01.07.2020 09:45 di Flavio Bertozzi   Vedi letture
ESCLUSIVO Pelliccioni: “Meritavo la riconferma! La colpa è di… Modesto”

Game over. Da oggi, il buon Alfio Pelliccioni, non è più un dirigente del Cesena.

Pelliccioni, più deluso o più arrabbiato per questo divorzio?
“Sicuramente più deluso. Il sottoscritto, per quello che è riuscito a combinare in questi due anni in bianconero, avrebbe meritato la riconferma…”.

Sia sincero: quando ha intuito che il Cesena non avrebbe puntato più su di lei?
“Avevo già capito tutto diversi mesi fa. Da tante piccole cosine. Da certi atteggiamenti tenuti da certe persone. Anche se poi, lo so per certo, all’interno della compagine sociale c’erano dei soci che volevano puntare ancora su di me anche in vista del 2020-21”.

Ad averla tradita è stata soprattutto la sua carta d’identità?
“Sicuramente, qualche socio, ha espresso con forza il desiderio di puntare su un direttore sportivo più giovane e più dinamico di me. Ma, secondo me, non è questo il vero motivo di tale separazione”.

C’entra per caso Modesto?
“Certo che sì. Il fallimento del ‘progetto Modesto’ ha sicuramente affossato gran parte delle mie chances di restare in bianconero. Anche se poi, la scelta di portare Modesto a Cesena, è stata una scelta condivisa da tutti. E ribadisco la ‘parolina’ TUTTI”.

Perché la scorsa estate aveva deciso di puntare forte sull’Uomo di Crotone?
“Fondamentalmente per due motivi. Primo motivo: le mie prime due scelte, vale a dire Scienza e Dionigi, avevano un ingaggio fuori portata per noi (50-60mila euro, ndr). Secondo motivo: Modesto (circa 30mila euro di ingaggio, ndr) poteva essere davvero l’allenatore giusto per il Cesena…”.

Invece, l’ex trainer Rende, in riva al Savio ha fallito su tutta la linea.
“Non si è integrato con la piazza. Ha avuto subito qualche screzio con la stampa. Qualche suo giocatore ha fatto poi fatica a carburare. E quando le stagioni non cominciano bene, poi è difficile raddrizzarle. Modesto, però, per me resta un buon allenatore. Vedremo se il tempo mi darà ragione…”.

È vero che Viali non è stato scelto da lei ma da Piangerelli?
“Cazzata madornale! Viali, che io volevo portare con me a Santarcangelo già qualche anno fa,  l’ho scelto io. Tra l’altro, a conferma di questa tesi, posso anche dirvi che, pur di prendere William, ho detto no al mio grande amico Cevoli (rimasto in ballottaggio sino alla fine, ndr). Cevoli, da quella volta, non mi rivolge più la parola…”.

Un po’ di domande… sparse. La giornata più bella vissuta a Cesena?
“Potrei dirvi Giulianova. Ma non ve lo dico. Perché poi, a pensarci bene, io a Cesena non ho vissuto giorni belli. A Cesena, infatti, c’è tanta tensione. Non riesci a goderti le vittorie, neppure in serie D. E ricordatevi bene una cosa: in troppi, la scorsa stagione, hanno dato per scontata una promozione che scontata non era. Il Modena, tanto per fare un esempio, sul campo è stato fregato dal Pergolettese..”.

Il suo ‘Sei un coglione!’ rivolto in diretta tv a un tifoso bianconero è entrato (purtroppo) nella storia.
“Sono passati tanti mesi da quel brutto episodio. Ed ora, per la prima volta, voglio chiedere umilmente scusa a quel tifoso. Quella sera, a TifoCesena!, ho sbagliato a prendermela con quel ragazzo. Un professionista serio non può cadere in questi tranelli…”.

Anche perché, gran parte dei tifosi bianconeri, ha sempre dimostrato grande affetto nei suoi confronti.
“Ed è proprio per questo che… sarei rimasto ancora molto volentieri a Cesena. Lavorare per il Popolo Bianconero è un ‘qualcosa’ che ti riempie il cuore, un ‘qualcosa’ difficile da spiegare a parole”.

A fine gennaio ha fatto molto discutere anche quella polemica a distanza tra lei e Martini.
“Nessuna polemica. Io, come ricorderete, prima della trasferta di Trieste avevo ‘semplicemente’ detto che Modesto era sotto osservazione. Martini, il giorno dopo, ha replicato a mezzo stampa affermando che il mister non era assolutamente in discussione. Poi però, dopo quel 4-1 beccato al Rocco, il ribaltone in panca c’è stato…”.

Un rimpianto?
“Il Cesena di Viali, se non fosse arrivato questo maledetto Coronavirus, sarebbe riuscito ad agguantare un pass per i play-off. E poi chissà cosa sarebbe successo…”.

Le sue sfighe in bianconero sono cominciate quando ha deciso di non rispettare il suo fioretto promozione.
“Non ci avevo mai pensato a questa cosa. Ma mi sa che hai… ragione tu. Anche se però, quel ‘famoso’ fioretto (Pelliccioni avrebbe dovuto percorrere a piedi il tragitto che va dalla sua abitazione di San Marino sino allo Stadio Manuzzi, ndc), io lo volevo rispettare. Sono stati il mio cardiologo e il dottore del Cesena a darmi l’alt, a dirmi che rischiavo grosso…”.

Che fa ora Pelliccioni?
“Resto alla finestra, in attesa di una chiamata (l’ipotesi Revival a Monopoli resta sempre valida, ndc). Ho ancora una voglia matta di calcio e voglio arpionare la mia decima promozione in carriera. Prima di salutarci, però, fatemi dire un’ultima cosa. Una cosa molto importante…”.

Prego.
“Il mio lavoro a Cesena non è ancora terminato. Non sono più un giovincello, ma non sono neppure un dirigente da pensione. Ve lo dico chiaro e tondo: il mio (complicatissimo, ndc) sogno è quello di poter un giorno tornare ancora a Cesena. Mai dire mai…”.