Coppola: “Vi spiego perché il Cesena può vincere il campionato…”

A tu per tu con l’ex gladiatore bianconero: “Caturano potrebbe essere la vostra arma in più in vista della rincorsa alla B. Vi racconto di quella volta che stavo per uccidere Rodriguez…”
20.01.2021 10:30 di Flavio Bertozzi   vedi letture
Coppola: “Vi spiego perché il Cesena può vincere il campionato…”

Una toccata e fuga in Romagna. Quattro chiacchiere con qualche amico vero. Una piadina condita da un po’ di Sangiovese. Una comparsata in tv. E tanto altro ancora. Classe 1982, già gladiatore di centrocampo (anche) di Genoa e Torino, Manuel Coppola è uno degli eroi di Latina 2014. Nella terra del liscio alla Casadei, sempre agli ordini del suo maestro di vita Bisoli, Coppola è però riuscito ad arpionare anche una splendida salvezza cadetta nel 2013.

Coppola, che dice la sua bilancia?
“Dice che, dall’ultima volta che ci siamo visti, ho messo su qualche chiletto (risata, ndr). Ma ti posso assicurare che, sino a qualche mese fa, ero in formissima. O quasi…”.

Che effetto le fa tornare in Romagna?
“È sempre emozionante riscoprire questi luoghi, questi sapori. Ritrovare tanti amici che mi hanno voluto bene, che continuano a volermi bene. Come Davide Succi, ad esempio. Certo, l’effetto-Virus attutisce tutto…”.

A Cesena è tornata a salire la febbre bianconera.
“Vi seguo. Cerco di tenermi informato. Sabato scorso ho anche visto Arezzo-Cesena. Vittoria da grande squadra, quella portata a casa dai bianconeri. Questo Cesena mi pare molto maturo. D’altronde non si fanno 11 risultati utili di fila per caso…”.

Questo girone B della C è davvero bellissimo.
“Mamma mia, è vero. Ci sono 5 squadre racchiuse in un fazzoletto di punti. E tutte quante possono vincere il campionato. TUTTE. Difficile fare pronostici”.

Suvvia, fare pronostici è gratis. Almeno su TuttoCesena.
“La testa ‘dice’ Perugia. Perché quella del Grifo è una rosa competitiva, perché Caserta è un mister molto preparato. Il cuore ‘dice’ invece Cesena. Il fatto di non essere obbligati a vincere per forza potrebbe essere un bel vantaggio”.

Quale potrebbe essere l’arma in più della band di Viali?
“Caturano dovrebbe tornare a marzo, giusto? Ecco, se tutto va per il verso giusto potrebbe essere proprio lui l’uomo in più del Cesena. D’altronde, i campionati, si vincono in primavera. E questo è un bomber che, in serie C, se sta bene può fare quello che vuole. Già avete Bortolussi che sta andando forte, se torna a segnare Caturano sono dolori per tutti…”.

Nel Cesena gioca ancora una sua vecchia conoscenza bianconera.
“Lo so bene, Capellini. È bello rivederlo ancora lì, con addosso quella casacca che lui ama tanto. Nicola è un giocatore-tifoso con tanta esperienza, un atleta duttile che in campo dà sempre il 150%. Forza Cappe!! Non fermarti mai!!”.

È giunta l’ora di aprire l’album dei ricordi. Da dove partiamo?
“Beh, se penso al Cesena la mia mente non può che andare subito a quella magica notte vissuta a Latina nel giugno 2014. Emozione in-de-scri-vi-bi-le. Quella promozione in A l’abbiamo raccolta contro tutti e tutto, malelingue comprese. Quella cavalcata è stata davvero una faticaccia. Anche se…”.

Anche se?
“Anche se, forse, è stato quasi più difficile salvarsi l’anno prima. Perché quel Cesena aveva davvero tante lacune strutturali. Ed era pieno di pressioni. C’era infatti la paura di retrocedere e di fallire. Grandissima impresa pure quella…”.

In serie A, invece, andò male. Malissimo. Pure peggio.
“Partimmo benino, poi sbagliammo qualche snodo cruciale e la situazione precipitò. Quella rosa non era molto competitiva, ma anche la sfortuna si mise contro di noi in più di un’occasione. Penso a Palermo. O a Bergamo”.

L’esonero di Bisoli, in soldoni, segnò anche il suo divorzio dal Cavalluccio.
“Con Bisoli c’era un rapporto di stima reciproca, un legame speciale. Con il suo sostituto Di Carlo, invece, la scintilla non scoccò. Ci furono delle incomprensioni. E così, nel mercato di riparazione, decisi di cambiare aria”.

Dici Coppola e dici… scherzi al ‘povero’ De Feudis.
“Quante ne ho combinate al Conte (altra risata, ndr). Da solo. O in compagnia di Volta e Marilungo. Una volta, ad Acquapartita, siamo entrati nella sua stanza di albergo e gli abbiamo portato via il materasso, buttandolo poi sul balcone di una coppia di anziani turisti che stava nella camera accanto. Un’altra volta, a Villa Silvia, gli abbiamo nascosto l’auto. E potrei andare avanti per ore…”.

Ma Coppola, una sera a Cittadella, stava pure per ammazzare Rodriguez…
“Era l’anno della promozione. Quella sera, al Tombolato, perdemmo 1-0. Il Cesena prese il gol decisivo ad inizio ripresa. Ma il la a quella vittoria veneta lo diede dopo dieci minuti Camporese, con uno sciagurato retropassaggio che costrinse Volta, poi espulso, a placcare Coralli”.

E poi cosa successe di preciso?
A fine gara entrai negli spogliatoi e mi ritrovai davanti lo stesso Camporese che, nonostante quel ko, ridacchiava e teneva un atteggiamento da sufficiente. Non ci ho visto più. Mi si è chiusa la vena. E ho cercato di menarlo”.

A quel punto…
“Coser cercò di difendere Camporese. Io allora, accecato dallo stress e dalla rabbia, cercai lo scontro fisico con Coser. Soltanto che, a quel punto, si mise in mezzo Rodriguez. Io ero fuori di testa: tirai Alejandro su di peso e lo ‘sistemai’ violentemente sul lettino del massaggiatore. Gli misi letteralmente le mani al collo. Poi, fortunatamente per Rodriguez, arrivarono subito i soccorsi. Sennò avrei fatto un macello…”.

Un gladiatore dentro e fuori dal campo, questo Coppola.
“Quella volta esagerai, ovviamente. Ma anche questa storia da… spogliatoio sta a dimostrare quanto ci tenessi a quella maglia, a quella squadra. Quella sconfitta assurda mi aveva ferito dentro. L’atteggiamento tenuto da Camporese mi aveva fatto scendere la catena…”.

Chissà se un giorno la rivedremo mai a Cesena…
“Io ci spero, sarebbe un sogno. Ora sono il vice di Liverani (fresco di esonero a Parma, ndr). Con lui mi trovo davvero bene. Ma la vita è ancora lunga. E Cesena è sempre nel mio cuore. Chissà…”.