E se avesse ragione Shpendi senior?

09.01.2024 21:06 di Stefano Severi   vedi letture
Liman ‘Alex’ Shpendi
Liman ‘Alex’ Shpendi
© foto di Rai 3

Sbatti il mostro in prima pagina: albanese, padre di due giocatori professionisti dal futuro luminoso, militanti in società non ancora degne della protezione mediatica nazionale. Liman Alex Shpendi è il cattivo di turno sugli schermi di tutta Italia. L'episodio incriminato avviene poi nello stadio di Cesena, per la squadra del Cesena, la stessa di quel Fabrizio Castori che esattamente 20 anni fa venne descritto come l'uomo più cattivo della nazione.

Tutti (o quasi) a condannarlo, ad esultare per i 3 anni di daspo, a sostenere che avendo ricevuto un solo turno a porte chiuse il Cesena tutto sommato deve ritenersi fortunato. Perché nei minuti seguenti la fine di Cesena-Olbia abbiamo letto sui siti dei giornali nazionali titoli surreali come "follia a Cesena", quindi si è arrivati inevitabilmente a sostenere che tutto il Cesena al termine di quella partita cercasse lo scontro, fisico e psicologico, contro gli inconsistenti avversari sardi. Si è finito persino per criminalizzare tutta la squadra: effetto domino partendo dalla voglia di sbattere un mostro in prima pagina.

E se avesse invece ragione Shpendi senior? Se fosse invece sacrosanto il diritto a rivendicare la propria azione - che poi si paga, sia chiaro, nessuno pretende la sua assoluzione o beatificazione - ma risulta davvero così strano capire che un padre può perdere la testa di fronte all'immagine del proprio figlio ricoperto di sangue? Sì, forse è davvero difficile da capire, infatti in tanti ancora non hanno capito cosa abbia portato agli eventi del 7 ottobre, ma il principio è quello.

Allora per una volta mettiamo da parte l'ipocrisia da social e il perbenismo tipico dei media. Il Cesena giocherà tre delle prossime quattro partite praticamente senza tifosi: a Ferrara per i fatti di Pescara, con il Pontedera per quelli di Perugia e con la Fermana per Shpendi senior. Perché deve passare il messaggio che i cattivi sono i tifosi. Che si danno appuntamento (altra grande invenzione funzionale alla fenomenologia del mostro in prima pagina) nei fast food, che lanciano bombe, che sono il male del calcio proprio come Liman ‘Alex’ Shpendi.

Quando invece il male del calcio sono gli sciacalli che su queste storie ricamano titoli e copertine, articoli e favole della buonanotte. Che parlano di "follia a Cesena" e di squadra interessata a cercare lo scontro a fine partita. Di fronte a questa gente ha molta più ragione - pur senza negare il suo torto - Shpendi senior.