Dalla miniera d’oro della cantera, David racconta di sé e i suoi ‘fratelli’

Già tre assist messi a segno in quasi seicento minuti disputati, Antonio David parla della sua stagione a ruota libera: dall’esempio di Donnarumma al sogno della massima serie.
28.03.2024 07:00 di Adriano Antonucci   vedi letture
Dalla miniera d’oro della cantera, David racconta di sé e i suoi ‘fratelli’
© foto di Ceccaroli (@shootstarkid)

Un figlio di Romagna, un prodotto di quella miniera d’oro che è la ‘cantera’ bianconera. Antonio David è, insieme ai suoi ‘fratellini’ Tommaso Berti, Matteo Francesconi e Simone Pieraccini uno dei ‘bimbi’ di Toscano, rampanti giovani romagnoli che stanno dando un contributo fondamentale per il raggiungimento della tanto sospirata serie B. In bianconero Antonio ha già vinto una supercoppa di Primavera 2, ma capirete bene che qui, adesso, si sta per raggiungere ben altro traguardo.

David, siamo a un passo dal traguardo è emozionato? Come la sta vivendo?
“Sono sereno e felice del momento che sto vivendo a livello personale e di squadra. Abbiamo tutti la consapevolezza che non è possibile fermarsi, continuiamo a lavorare ogni giorno con la stessa concentrazione di sempre”.

È passato poco meno di un anno da quel 6 aprile 2023 e da quei cinque minuti contro il San Donato Tavernelle, eppure è successo praticamente di tutto.
“È vero, mi è successo davvero di tutto da quel giorno. Sono cresciuto mentalmente, come calciatore e anche come uomo. Ho ancora tanta strada da fare ma ho imparato molto dal mister e dai miei compagni. Non sono ancora nessuno, ma mi sento più maturo. Ricordo che quel giorno eravamo sul 4-1, arriva il preparatore atletico e mi dice «preparati, devi entrare»: da quel momento è partito un mix di emozioni che non saprei nemmeno spiegarvi, anche se solo per cinque minuti stavo facendo il mio esordio con i grandi e penso basti questo”.

Dopo l’assaggio dello scorso anno è arrivato il grande salto in prima squadra, pensava di potersi ritagliare un po’ di spazio in questa stagione così difficile?
“Ho sempre pensato che con la giusta dedizione e il giusto lavoro avrei avuto il mio spazio. Non vi nascondo che è stato difficile ambientarsi tra i ‘grandi’ e capire tutto ciò che serve per stare con loro, ma ci sto riuscendo. Non ho mai pensato di non giocare, con l’impegno quotidiano si guadagna la fiducia e io ne ho anche tanta in me stesso”.

9 ottobre, trasferta di Arezzo, si fa male Pierozzi ed entra in campo per sostituirlo: pronti via e assist per la testa vincente di Ciofi, un bel modo per esordire in questa stagione. 
“Dopo quella partita ero talmente emozionato da non riuscire nemmeno a trovare le parole giuste in conferenza stampa. Ero felice e forse non riuscivo nemmeno a realizzare di aver avuto la mia opportunità e di aver anche a servito un assist per chiudere una partita difficile. È stato davvero bello”.

La settimana successiva l’esordio al Manuzzi, con il Sestri finisce 2-2 me per lei ci sono novanta minuti: che emozioni ha provato?
“Ricorderò quella giornata per tutta la vita. Io fino a un anno fa ero sugli spalti a guardare Cesena-Reggiana e ritrovarmi quasi all’improvviso in campo davanti a tutta quella gente mi ha fatto tremare le gambe. Prima della partita mi imponevo di non pensarci ma i pensieri correvano sempre in quella direzione. Una volta in campo poi mi sono concentrato e posso dire di aver realizzato il mio sogno”.

Dopo un po’ di panchina, rieccola con la Juve Next e con un nuovo assist questa volta per uno dei suoi ‘fratellini’ Pieraccini. Qual è il vostro rapporto?
“Tra di noi c’è un rapporto bellissimo. Con ‘Piera’ e Berti ci conosciamo da quando avevamo dieci anni. Siamo cresciuti insieme e vivere questo anno speciale con loro è qualcosa di fuori dal normale. Ogni volta che ci guardiamo pensiamo «ma quanto è straordinario quello che stiamo vivendo?»”.

Che effetto vi fa essere i ‘gioielli della cantera’?
“Sapete qual è il bello? Sentirsi dire dai mister delle giovanili «cavoli, vi ho avuto con me e ora siete lì». È un emozione pensare di poter rappresentare una speranza per tutti i ragazzi delle giovanili di oggi, guardandoci capiranno che con il lavoro duro si cresce e si ottengono i risultati. Sono orgoglioso di poter essere un esempio per loro”.

La sua crescita è passata anche dai consigli di mister Toscano. Quanto è stato importante?
“Il mister è fondamentale come lo sono il suo staff e i miei compagni. Lui, tenendomi qui in questa squadra, mi ha dato fiducia e io sono stato bravo a guadagnarmela con il lavoro e la concentrazione necessaria. Mister Toscano mi sta facendo maturare calcisticamente ma anche nella vita: ero un bambino, ora sto crescendo”.

Nel suo ruolo c’è un ‘fuori categoria’ come Donnarumma, una bella fortuna per lei…
“Daniele è un ottimo compagno, un grande calciatore e una persona fantastica. Ho cercato di apprendere il più possibile da lui. Ha giocato in B e arrivarci è il mio obiettivo”.

Qual è secondo lei il segreto di questo Cesena?
“Ogni giorno ci alleniamo a tremila all’ora per essere al cento percento in partita, tutti indistintamente. Credo sia questo che sta facendo la differenza”.

Sabato potrebbe essere una partita speciale, siete pronti?
“Stiamo preparando la partita come sempre, con tutta la serenità del mondo. Dobbiamo rimanere concentrati, sarà tosta, ma con la testa e le gambe giuste possiamo portarla a casa”.

Il sogno di giocare al Manuzzi l’ha già realizzato, quali sono i prossimi?
“Riportare il Cesena dove si merita e giocare in serie A”.