Tradito (più volte) dal Cesena. Non dal popolo bianconero

De Feudis, negli ultimi 17 anni, ha ricevuto (molto) meno di quello che lo stesso Conte ha dato al Cavalluccio. E se a fine luglio fosse arrivata una “VERA proposta di rinnovo…”
10.08.2020 10:45 di Flavio Bertozzi   Vedi letture
© foto di Marco Rossi/TuttoCesena.it
Tradito (più volte) dal Cesena. Non dal popolo bianconero

Ma come? Per anni ci hai triturato i maroni con De Feudis e, ora che potresti scrivere un bel pezzo sul Conte, stai muto? Ma quando lo fai un pezzo sull’Uomo di Bollate? Negli ultimi 10 giorni me l’avete fatta in tanti, questa domanda.

LASCIAMO PERDERE - Risposta: non uscirà mai, un mio nuovo pezzo su De Feudis. Perché poi, le sue cinque strepitose promozioni in bianconero, sono state già raccontate da giornalisti molto più bravi di me. Perché poi, io che ormai conosco il Capitano da 17 anni, non potrei essere obiettivo nella mia disamina e direi magari che, al di là delle solite (pacchiane) dichiarazioni di facciata, a fine luglio al Conte doveva essere fatta dal Cesena una VERA proposta di rinnovo nelle vesti di calciatore. Ma sì, lasciamo perdere. Che è meglio. Che poi, sennò, c’è chi dice che sono il solito nostalgico che non vuole mai voltare pagina. Che poi, sennò, c’è chi dice che ‘…se fosse per Bertozzi nel Cesena di oggi giocherebbero – con le stampelle – ancora Antonioli, Lauro, Pestrin e Graffiedi’.

LACRIME… GRANATA - Una cosa però, fatemela dire. Che ci tengo. Tanto. Secondo me, questa leggenda bianconera con la faccia da boy scout, dal 2003 sino ad oggi ha ricevuto molto meno di quello che lo stesso De Feudis ha dato al Cavalluccio. Io c’ero, quella mattina di fine estate del 2010 a Villa Silvia, quando un fedelissimo di Igor Campedelli disse al Conte (in lacrime) di fare le valigie per Torino. Io c’ero, quel pomeriggio di fine primavera del 2015 al Manuzzi, quando un adepto di Rino Foschi fece capire al povero Giuseppe che per lui, in riva al Savio, non ci sarebbe stato più posto. E mi fermo qui, non andando volutamente a rivangare mal di pancia ben più recenti accusati da questo gran professionista (ma – tiratina d’orecchi – a volte pure un po’ troppo soldatino aziendalista…) che a Cesena – almeno quello – non è mai stato tradito dalla Curva Mare.

COME (SIAMO) MESSI – Io, se fossi stato al posto del mitico Beppuccio, il Cesena lo avrei mandato a cagare già dieci anni fa. Lui, invece, no. Lui non si è mai tolto macigni e sassolini dalle scarpe. Lui ha sempre perdonato tutti. Anche chi 12 anni fa aveva osato dire che, uno come lui, era solo un giocatore da bassa serie C2. Anche chi lo aveva pugnalato vigliaccamente alle spalle per portarsi a casa quella ciofeca di Gorobsov. Anche chi aveva osato dire che la (super-permalosissima) meteora bianconera Franco gli avrebbe fatto le scarpe. Una piccola ‘grande’ certezza: se nel calcio moderno esistessero almeno altri cinque De Feudis, il mondo del pallone sarebbe sicuramente migliore. Non più bello, ovviamente. Perché De Feudis non è certo Messi. Perché a Cesena, De Feudis, invece che il Calcio Champagne ha fatto casomai vedere il Calcio Tavernello. Ma migliore, sì. Tremendamente migliore.