Quel ‘grazie’ che non ti hanno detto. L’uscita a vuoto l’hanno fatta loro

Brutta quanto evitabile la mancanza di stile con cui la dirigenza bianconera ha gestito l’uscita di scena di Agliardi, accasatosi da poco all’ambizioso Lumezzane.
14.09.2020 12:30 di Bruno Rosati   Vedi letture
Quel ‘grazie’ che non ti hanno detto. L’uscita a vuoto l’hanno fatta loro

“E poi mi trovo a scrivere / chilometri di lettere / sperando di vederti ancora qui”

«TuttoCesena è un disco rotto. Per tutta l’estate non ha fatto altro che parlare di Agliardi e De Feudis».
«Il mondo sta provando ad uscire da una pandemia che non passa proprio più. La gente vuole tornare a vivere le proprie vite. E questi ci parlano di Agliardi e De Feudis».
«Tra quindici giorni dovrebbe ricominciare il campionato, ancora non si sa se si giocherà o meno. Questi non scrivono una parola. Il Cesena potrebbe avere un nuovo socio di maggioranza e questi non dicono nulla. Sempre e solo Agliardi e De Feudis».

E così sarà sino all’ultimo. Come accaduto a fine luglio per il Capitano, oggi porgiamo il nostro commiato a Federico ‘Chicco’ Agliardi.
Arrivato a Cesena nel gennaio 2014, nel corso degli anni si è ritagliato un ruolo particolarmente delicato. Relegato quasi sempre a fare da secondo anche a portieri che gli erano nettamente inferiori (e qui fischieranno le orecchie a tanti…), ha saputo svolgere il compito con la massima professionalità e affidabilità.
Chi ha la puzza sotto al naso non gli ha mai perdonato alcune sbavature, dimenticando però colpevolmente che quando Agliardi era chiamato in causa, quando giocava, il più delle volte il Cesena stava attraversando periodi difficili in cui era tutta la squadra ad essere al di sotto delle aspettative. Raramente è capitato che venisse schierato Agliardi fra i pali quando il Cesena viaggiava a vele spiegate. Lo si buttava nella mischia dopo un filotto di sconfitte consecutive. Oppure quando si voleva salvare un minimo la faccia, con la retrocessione ormai scontata, se piovevano fischi da tutto l’ambiente.
A lui era chiesto di avere nervi saldi e di trasmettere sicurezza, tranquillità ma anche grinta a tutti i compagni. E così è stato per tutte o quasi le centotré partite disputate in bianconero.
Si è sempre fatto trovare pronto. Ha fatto del Cavalluccio una priorità in ogni circostanza. Ha saputo aspettare sino all’ultimo. Con stoicismo, abnegazione. E pure con caparbietà, ostinazione sino all’irragionevolezza, come accaduto nell’ottobre 2018. Ad Agliardi va riconosciuto di essere riuscito spesso e volentieri a metterci una pezza. Sia in senso letterale che non.

«Ma cosa volevate? Che Agliardi giocasse nel Cesena da qui all’eternità?»
Ovviamente no. Che un giocatore di trentasette anni sia alle ultime stagioni della propria carriera è un dato di fatto. Semplicemente, per quanto dato alla causa bianconera, sarebbe stato opportuno proporgli il rinnovo di anno in anno. Non c’è ‘regola degli under’ o ‘lista bloccata’ che tenga.
Vale per Agliardi così come per De Feudis: avrebbero dovuto continuare a giocare nel Cesena sino a quando avrebbero voluto loro. Il rapporto (lavorativo o, in generale, con il calcio giocato) non doveva essere interrotto per volontà altrui. Spettava a loro decidere il momento in cui dire basta.

«Ma quindi lo decidete voi chi gioca nel Cesena? La società non può fare altre scelte?»
Il Cesena è chiaramente libero di prendere le proprie decisioni in totale autonomia. Così come chi osserva - tifosi, giornalisti o, più in generale, spettatori - è libero di commentarne le vicende.
Quello che stupisce è l’imbarazzato silenzio con cui si è cercato di coprire questa uscita di scena. Come se ad andarsene fosse un calciatore qualsiasi, uno dei tanti. No, per il Cesena Agliardi non è stato e non sarà mai uno qualsiasi o uno dei tanti. L’unico presente sia nell’ultimissima stagione vissuta dall’AC Cesena sia nella prima del neonato Cesena FC
Forse non sarà ricordato come ‘bandiera’ nell’accezione calcistica del termine per aver militato in altre squadre, anche alcune rivali. In un mondo che corre sempre più veloce, sette anni consecutivi nello stesso club (sei e mezzo, per i più rigorosi) però non sono cosa da poco. Nel passato recente sono praticamente un record. Non sono riusciti a militare così a lungo neppure il già citato De Feudis o Maurizio Lauro!
Pubblicare un video sui social, diramare una nota per ringraziarlo ufficialmente di quanto fatto durante tutto questo tempo. Sarebbe bastato anche un solo gesto elegante. Visto che quel che importa a tanti in fin dei conti è una cosa sola, non sarebbe costato nulla. Sono passati più di due mesi da quando il contratto di Agliardi con i bianconeri è scaduto. Sono passati dieci giorni da quando ha ufficialmente firmato per il Lumezzane. Ieri ha pure esordito con la maglia dei valtrumplini. E tutto il Cesena continua a tacere.
Questo silenzio rimarrà una brutta mancanza di stile, decisamente evitabile.

E siamo quindi infine arrivati al tempo dei saluti. Se qualcuno ha preferito non omaggiarti pubblicamente come avresti meritato, nel nostro piccolo abbiamo provato a farlo noi.
A presto, Federico. E grazie di tutto.