Quando il Cesena bastonò la Vecchia Signora. E poi sotto la doccia…

45 anni fa andava in scena alla Fiorita la vittoria più nobile di sempre della lunga storia del Cavalluccio. Protagonista assoluto di quel 2-1 fu bomber Bertarelli, che a fine partita…
19.03.2021 08:00 di Flavio Bertozzi   Vedi letture
Quando il Cesena bastonò la Vecchia Signora. E poi sotto la doccia…

La mia giornata (in bianco e nero) da ricordare? Beh, troppo facile: 11 settembre 2010. Stadio Manuzzi. Cesena-Milan 2-0 con reti dell’Aquila di Tirana e della Pulce di Talla. Il Cavalluccio però, la sua vittoria più bella (e più nobile) di sempre, l’ha arpionata – sempre in riva al Savio – a metà degli anni settanta. Il 21 marzo 1976, per la precisione.
RIBALTONE – Quell’ormai impolverata domenica pomeriggio di 45 anni fa, nel catino della Fiorita, si giocava una delle otto partite della 22esima giornata del campionato di serie A. Di fronte c’erano il piccolo Cesena di Marchioro, probabilmente il miglior Cesena di sempre. E la grande Juventus di Parola, capolista del torneo (+5 punti sull’odiato Torino) e già lanciatissima verso la conquista dello Scudetto. La Vecchia Signora, dopo undici giri di lancetta, era già in vantaggio. Come da copione. Grazie a un preciso diagonale di Damiani che non aveva dato scampo a Boranga. Ma nella ripresa, contro ogni pronostico, andò in scena il clamoroso ribaltone di marca romagnola. Cose che… voi umani non potreste neppure immaginare. Il grande eroe di giornata? Fu bomber Giuliano Bertarelli, che tra il 48’ e il 60’ riuscì a battere Zoff per ben due volte. Condannando gli assi della Juve (qualche nome? Tardelli, Bettega, Capello, Scirea, Causio, Cuccureddu…) alla più inaspettata delle sconfitte.
ROMANTICO – Ha fatto storia, quella vittoria del Cesena. Non soltanto perché quel leggendario 2-1 rimane ad oggi l’unico successo arpionato sul campo dai bianconeri di Romagna contro la Juve. Ma anche perché, quell’indimenticabile 2-1, salutò l’inizio della crisi della Madama (che poi, a fine stagione, fu costretta a lasciare lo Scudetto al Toro). Particolare ai più inedito, rivelatomi qualche anno fa da bomber Bertarelli: a fine gara, un giornalista del Corriere dello Sport, andò ad intervistare proprio l’autore della doppietta bianconera direttamente sotto la… doccia. Altri tempi. Altro calcio. E come era bello (e romantico) quel mondo senza divieti, senza paletti, senza tv a pagamento e senza strateghi della comunicazione tra i maroni. Ve lo immaginate oggi il ‘buon’ Bertozzi che, nel post-partita di Modena-Cesena, nelle segrete del Braglia, va ad intervistare Capellini mentre si fa lo shampoo oppure Ricci mentre si fa un bidè?