La Lanterna #8 | Pausa di riflessione? No, non pensiamoci più

Nubi oscure ammorbano i pensieri bianconeri dopo le numerose sconfitte già incassate…
04.11.2020 08:00 di Bruno Rosati   Vedi letture
© foto di Francesco Di Leonforte/TuttoCesena.it
La Lanterna #8 | Pausa di riflessione? No, non pensiamoci più

“Ad un certo punto, devo solo cercare di non pensare troppo a certe cose, altrimenti spezzerò il mio cuore”.
Impossibile trovare parole migliori di quelle scritte da Jonathan Franzen per riassumere in breve Cesena-Padova. È bene lasciarsi già alle spalle la terza sconfitta su quattro gare interne. Nemmeno in Serie A il Cesena perdeva così tante volte fra le mura amiche.

“Spesso è necessario riflettere sul perché siamo allegri. Ma sappiamo sempre perché siamo tristi”.
Non serve minimamente interrogarsi su quale sia lo stato d’animo diffuso oggi. Quale potrebbe essere dopo il quarto rovescio in otto giornate? Quale potrebbe essere con tredici reti già sul groppone dopo questo piccolo scorcio di campionato? Che sentimento si può provare nel vedere il Cesena soccombere in tutto e per tutto dinnanzi un (altro) avversario più forte?

“Una vita che non riflette e non esamina sé stessa non vale la pena di essere vissuta”.
Perché? Perché il Cesena cede il passo al Padova? Perché il club veneto è squadra di categoria superiore? Forse. Ma c’è modo e modo anche di perdere. Magari non piegando la testa. Magari non cadendo nella stessa identica spirale negativa il cui vortice aveva travolto i bianconeri nel match contro la Triestina. Magari mostrando più intraprendenza di quanto messo in mostra a Carpi. Invece no. Quasi come non se ne accorgesse, il Cesena perde nella classica maniera in cui si è abituato a perdere. Come se non fosse cosciente della ragione per cui va incontro alla débâcle.
“L’uomo non ama riflettere non solo per pigrizia, ma anche per paura di conoscersi meglio”.


“Quando l’uomo riflette sul suo stato fisico o morale, si trova di solito malato”.
Così asseriva Johann Wolfgang Goethe nelle sue ‘Massime e riflessioni’. Probabilmente è così pure per il Cavalluccio. Probabilmente è meglio che i calciatori e lo staff tecnico non pensino ai pesanti cazzotti che sono già arrivati sul muso. Per non rendersi conto di quanto facciano male. Per non incupirsi. Per non farsi assalire da strane paturnie. Per non prendere in considerazione l’ipotesi di non vincere nemmeno la prossima gara, contro la Fermana. Perché i bianconeri hanno tutte le carte in regola per superare i marchigiani nello scontro diretto. E poco conterà il prossimo sabato di quanto siano più forti Padova o Feralpisalò.

“Riflettere continuamente, assiduamente, troppo, impedisce, od ostacola la capacità di risolversi, di agire”.
E altrettanto vale per il Cesena. Ormai è inutile stare a rimuginare su sconfitte già passate in archivio. È più importante guardare ai tre prossimi impegni. Tre scontri diretti, avversari meno quotati o blasonati rispetto ai precedenti. Ma l’esito delle partite contro la già citata Fermana, la Vis Pesaro e il Ravenna potrebbe avere un peso specifico ben maggiore rispetto ai vari inciampi occorsi. E dunque è meglio arrivare all’appuntamento con la mente sgombra da cattivi pensieri.

“Non può riflettere sui problemi della vita perché è troppo occupato a vivere”.
[Jack London]