La Lanterna #19 | Diffidate di chi si copre gli occhi quando entra Capellini…

Tutto quello che manca ai bianconeri è un po’ di tregua sul fronte infortuni.
17.01.2021 12:00 di Bruno Rosati   Vedi letture
© foto di Amaranto Magazine
La Lanterna #19 | Diffidate di chi si copre gli occhi quando entra Capellini…

E ora? Cosa chiedere di più? La domanda in questo momento sorge spontanea. La vittoria al Comunale di Arezzo consente al Cesena di arrivare al giro di boa del campionato con la faraonica quantità di trentacinque punti. Una cifra impronosticabile ai nastri di partenza. Anzi, alzi la mano chi ci avrebbe scommesso anche solo un euro dopo le due cadute consecutive contro Carpi e Padova.

Se proprio si vuole muovere un appunto a questo Cesena è l’aver tergiversato tanto ad inizio stagione: undici punti nelle prime nove giornate, ben ventiquattro nei restanti dieci turni. Ma non può che essere una nota marginale, un dato necessariamente da interpretare.
Nello stilare un bilancio di questo girone d’andata non si possono certo dimenticare il massiccio rinnovamento dell’organico attuato durante la passata estate e i tempi stretti con cui si è svolto il ritiro durante il pre-campionato. Il connubio di queste due congiunture ha imposto al Cesena quella tanto agognata ‘ricerca dell’anima’ di cui mister Viali ha spesso parlato dopo le prime uscite. Un’anima che al momento della verità è emersa: a seguito del deludente pareggio interno contro la Fermana, la risposta è stata quella di una squadra che vuole giocarsi tutte le proprie carte per la promozione.

Il più è fatto. Ora possiamo dirlo senza troppi giri di parole. Mancano quindici punti per raggiungere la virtuale quota salvezza, un obiettivo ampiamente alla portata, a maggior ragione alla luce delle prestazioni sfoderate al cospetto delle squadre che lottano per non retrocedere. Perché se è vero che almeno inizialmente il Cesena ha viaggiato al piccolo trotto, d’altro canto è altresì vero che i bianconeri si sono presi lo scalpo di tutte le formazioni che stazionano sul fondo della classifica. Un dato confortante, non di poco conto, se si pensa all’enorme fatica fatta per arpionare la permanenza in terza serie lo scorso anno.

Torniamo dunque alla domanda iniziale: cosa chiedere di più? Cosa manca al Cavalluccio per continuare a stazionare in pianta stabile fra le vette più alte del girone B? La risposta più immediata è ‘un po’ di tregua’. Ad aver connotato questa prima metà di gare non è stata certo la buona sorte. Non aver potuto disporre di Caturano per la quasi totalità degli incontri. I continui acciacchi di Ardizzone, costretto a stringere i denti e comunque rimasto fuori in media una volta ogni tre partite. Ora il lungo stop che terrà fermo Gonnelli.
Purtroppo però non c’è modo per assicurarsi i favori della dea bendata. Occorrerebbe quindi cautelarsi con qualche buon ricambio. È un dato di fatto che nell’ultimo mese il Cesena abbia giocato numericamente in emergenza. Ora come ora il rischio di rimanere con la coperta corta è concreto. Tuttavia non è necessario l’acquisto del fenomeno di turno…

Diffidate di chi grida ai quattro venti che al Cesena servano nuovi elementi di spessore per innalzare l’asticella. Di chi si copre gli occhi quando entra Capellini perché presume non ci possa stare in questa compagine. Di chi vorrebbe a tutti i costi che venisse condotta una campagna acquisti da nababbi, sulla falsa riga di Padova o Bari. L’asticella la stanno già alzando di settimana in settimana quelli che giocano adesso.