Buono come il PANE. La bandiera del Sestri Levante: “Qualche tifoso del Cesena mi ha scritto su Instagram…”

Un’intera carriera votata ai colori rossoblù della squadra ligure. Il difensore goleador non sta sfigurando neppure in terza serie, tant’è che nell’ultima gara ha colpito il palo.
15.02.2024 19:05 di Adriano Antonucci   vedi letture
Buono come il PANE. La bandiera del Sestri Levante: “Qualche tifoso del Cesena mi ha scritto su Instagram…”

Una vita calcistica dedicata al Sestri, difensore goleador e simbolo di una squadra che non vuole perdere quel professionismo che tanto faticosamente è riuscita a conquistare. Massimiliano Pane è uno dei cardini del Sestri Levante, prossimo avversario del Cesena. De Rose e compagni lo conoscono bene per il gol siglato al Manuzzi nel il 2-2 dell’andata, ora è tempo di ritrovarsi per un’altra difficile tappa nel cammino verso l’obiettivo serie B. 

Pane, lo sa che tra il gol dell’andata  al Manuzzi e il gol vittoria con la Torres, a Cesena è diventato famoso?
(Ride, ndr) Mi fa piacere, dopo il gol con la Torres qualche tifoso del Cesena mi ha anche scritto su Instagram per ringraziarmi e non posso negare di aver apprezzato. Cesena è una piazza incredibile, di altre categorie, e il fatto che il mio nome possa girare lì non può che lusingarmi”.

Per non farsi  mancare nulla ha anche segnato il gol nella prima storica vittoria in serie C, lo 0-1 sul campo della Virtus Entella, la vostra rivale storica. Possiamo dire che la personalità non le manca.
“Sono risultati frutto dell’esperienza. Ho trentun anni e vesto questa maglia da tanto tempo, quando affronti partite delicate e con tanta pressione, ciò che hai accumulato in tanti anni torna utile e ti aiuta a far bene”.

Venendo all’attualità, la sconfitta con la Juve Next Gen ha frenato un po’ la vostra rincorsa alla salvezza, come sta il suo Sestri?
“Venivamo da due risultati importantissimi che ci avevano dato sei punti pesanti. La sconfitta di mercoledì è un risultato bugiardo perché abbiamo giocato una bella partita e siamo stati davvero sfortunati. Per quanto visto in campo avremmo potuto portare a casa quantomeno un pareggio. Posso dire che siamo in un buon momento, riusciamo ad esprimere un bel gioco: la nostra è una squadra impostata per fare un buon calcio e la nostra salvezza passa da questo”.

Siete una squadra imprevedibile, capace di exploit come il 2-2 a Cesena o le vittorie contro Torres e Perugia, ma anche di brutti tonfi. Come spiega questa altalena?
“Ci sono diverse cause. La nostra è una squadra giovane e paghiamo un po’ di inesperienza a questi livelli, sia in campo che fuori. A questo aggiungeteci che non abbiamo un campo di casa e ci alleniamo in un cantiere aperto. Abbiamo mille difficoltà e la parola ‘continuità’ non ci ha mai rispecchiato: sappiamo però che trovarla è fondamentale per raggiungere la salvezza”.

A proposito della gara di andata, siete stati fin qui una delle poche squadre capaci di portar via punti dal Manuzzi. Che Sestri è quello di oggi rispetto a quello visto in Romagna? Pensa che possiate ripetervi?
“Troverete un Sestri molto simile. All’andata abbiamo fatto una bella partita mettendo in difficoltà il Cesena, anche se nel finale loro sono venuti fuori e siamo stati anche fortunati. Va detto però che senza fortuna non si portano via punti dal Manuzzi contro una squadra forte come quella bianconera. Rispetto a quella partita abbiamo la consapevolezza di avere davanti  meno gare e di non poter fare calcoli: sappiamo che il calendario ci mette davanti le big ma se vogliamo raggiungere l’obiettivo dobbiamo provare a portar via qualcosa”.

E della Torres che avete da poco battuto, cosa può dirci? Il loro brusco calo ha lasciato un po’ tutti spiazzati. 
“La Torres è una squadra molto forte, fisica e strutturata. Ci sta che si possa avere una flessione in una stagione così logorante nella quale sei costretto a inseguire una squadra come il Cesena che è forte e non sbaglia un colpo. Capita di inciampare in una brutta prestazione che ti trascini per le gare successive. Magari, con la vittoria di Lucca si sono ripresi, ma quando chi ti è davanti corre diventa davvero dura”.

In rossoblù ha giocato oltre trecento partite, una vita calcistica dedicata al Sestri. Da capitano e bandiera di questa squadra, cosa significherebbe per voi agguantare la salvezza?
“Per noi mantenere la categoria sarebbe come vincere due campionati di serie D. Le difficoltà che abbiamo sono immense: ormai si è capito che non giocheremo nemmeno una partita nel nostro stadio ed io vorrei ottenere la salvezza per realizzare il sogno di giocare tra i professionisti a Sestri. La nostra è una città piccola, di 16mila abitanti, ma abbiamo alle spalle un entusiasmo incredibile, venderemo cara la pelle per arrivare all’obiettivo”.