Ecco che cosa vuole il vero tifoso (anche) del Cesena

Domenica arriva al Manuzzi la tanto strombazzata Referee-Cam? E chissenefrega. Per rafforzare il legame tra calcio ed appassionati serve ben altro…
22.02.2024 10:00 di Flavio Bertozzi   vedi letture
Ecco che cosa vuole il vero tifoso (anche) del Cesena

Non smette mai di stupire, la nostra cara vecchia Serie C. Mai. Nelle ultime ore infatti, i parrucconi della terza serie nostrana, assieme a Now, hanno annunciato un’altra novità – ehm ehm – epocale: domenica prossima, in occasione della sfida del Manuzzi tra il Cesena e il Pineto, per la prima volta in una lega calcistica europea, l’arbitro Claudio Allegretta della sezione di Molfetta indosserà sul petto un’innovativa telecamera (la Referee-Cam) che fornirà immagini live mai viste prima. Immagini che – dicono gli esperti o presunti tali – cambieranno per sempre l’esperienza davanti allo schermo. Tutto molto bello. Perché i telespettatori, comodamente seduti sul proprio divano di casa, potranno vedere tutto ciò che circonda il direttore di gara dalla sua visuale ed immedesimarsi in prima persona nel ruolo dell’arbitro stesso. Tutto (ancora) molto bello. Perché – come ha sottolineato prontamente il numero uno della Lega Pro Matteo Marani – ‘…riuscire a fornire al pubblico la visuale dell’arbitro, ciò che da decenni tutti gli appassionati sognano di vedere, rappresenta un successo incredibile. Un successo che rafforza ancora più il legame tra calcio e tifoseria…’. Ecco sì, un successo. Un vero successo. Se non fosse che, ai veri amanti della pedata nostrana, ai tifosi veri, a quelli che il calcio lo vivono – calcio spezzatino permettendo – la domenica sugli spalti, a quelli che seguono la propria squadra in casa e fuori, di queste abominevoli (agghiaccianti, terrificanti, semplicemente inutili) telecamere più o meno indiscrete che arrivano direttamente dal futuro, frega il giusto. O, peggio, non frega un’emerita cippa. Che per rafforzare il legame tra calcio e tifoseria – vado dietro a quanto detto dal Dottor Marani – servirebbero altre cose. Cose più semplici. Chennesò, magari meno gare in notturna da giocarsi in stadi-freezer nei mesi più freddi dell’anno (gare alle quali, il Cesena, è ormai tristemente abbonato da tempo). Magari trasferte più agevoli (sinora il Cavalluccio, in questa stagione, lontano dal Manuzzi si è esibito sempre e soltanto sotto le luci dei riflettori). O magari arbitri più forti. Sì, arbitri più forti. Arbitri più preparati. Arbitri meno arroganti. Arbitri che, ogni tanto, qualche rigore alla squadra che sta dominando il girone B della Lega Pro, lo concedono pure. Che io, in questa stagione, ho visto cose che voi umani non potreste neppure immaginare. Non solo a Cesena.