Biondini al vetriolo contro la Lega Pro: “O si cambia o i calciatori potrebbero scioperare”

I calciatori non hanno gradito la soluzione della Lega Pro di bloccare le liste dei calciatori tesserabili sino ad un massimo di 22 ed ora esigono un ripensamento.
15.08.2020 07:00 di Redazione TUTTOCesena   Vedi letture
Fonte: Sebastian Donzella per TuttoC.com
© foto di Francesco Di Leonforte/TuttoCesena.it
Biondini al vetriolo contro la Lega Pro: “O si cambia o i calciatori potrebbero scioperare”

Sta facendo molto discutere la decisione della Lega Pro di ‘bloccare’ le liste dei calciatori tesserabili sino ad un massimo di 22 per squadra. Sulla questione è intervenuto anche l’ex bianconero Davide Biondini. Il Rosso di Montiano, collaboratore della Associazione Italiana Calciatori dal 2012, è stato intervistato in proposito da Sebastian Donzella per TuttoC.com.
Riportiamo integralmente l’intervista.

Nuova stagione, nuove regole. Liste bloccate per tutti e quattro under in campo a partita per accedere al minutaggio.
“Il minutaggio non è un problema perché lasci alle società la scelta se utilizzare o meno questa soluzione. Ma se lo metti insieme a una lista bloccata allora cambia gli equilibri di un’intera categoria. La Lega Pro dovrebbe formare giovani per le categorie superiori, non catapultare ragazzi per qualche anno tra i professionisti per poi spedirli nel dimenticatoio. Con questo nuovo regolamento si abbasserà il livello della Serie C, ci sarà meno meritocrazia e tanti giocatori esperti rimarranno a spasso”.

Il presidente della Lega Pro, Ghirelli, ai nostri microfoni ha affermato che tagliare il numero dei calciatori porta a un guadagno di 11 milioni di euro. Circostanza fondamentale nelle trattative col governo per ottenere i sussidi statali.
“Non riesco a vedere il nesso. Se una squadra vuole tesserare 22 giocatori perché le statistiche dicono che in media si utilizzano 22 calciatori a stagione, lo faccia. Ma non vedo perché devi obbligare a farlo anche a chi potrebbe dare la possibilità di lavorare a chi può farlo. Non si capisce perché rendere obbligatoria la cosa per tutti, dal momento che diverse società investirebbero volentieri su un numero maggiore di tesserati. La realtà è che così si riduce il gap tra le prime e le ultime. Ma con un livellamento verso il basso: la paura è che venga fuori una Lega Pro di qualità inferiore rispetto al recente passato. Per ridurre il gap servirebbe ricercare soluzioni che permettano a tutti i club di investire di più, non limitare le società più forti economicamente. Questa situazione rende contente solo le società che, con un budget limitato, pretendono di essere competitive come le altre”.

E se non cambierà nulla?
“Andando avanti così ci sarà un danno che non potremo accettare in silenzio. Lo stato di agitazione è stato proclamato, speriamo di non dover arrivare allo sciopero. Ma per non scioperare dovrà cambiare qualcosa. Poco ma sicuro”.

Biondini, prima di arrivare in Serie A, ha fatto la gavetta in Serie C.
“Quella di Cesena fu un’esperienza altamente formativa in una squadra con tanti over e tante avversarie super competitive. Quando la Lega Pro viene vissuta come un trampolino di lancio o come un percorso per prepararti a categorie superiori diventa un valore aggiunto. Ed è quello che è successo a me. Il problema di questa riforma è che così i club prepareranno giocatori per la serie D e non per le serie superiori, nel momento in cui usciranno dalla bolla dell’obbligatorietà. Ho vissuto questa cosa nel mio ultimo anno in Serie D e, purtroppo, capita spesso nel nostro mondo”.

A proposito di Cesena, come lo valuti?
“Società giovane e nuova, non una potenza economica. Quindi ha bisogno di progettare negli anni. Ha un seguito incredibile ed è per questo che, senza stadi aperti, potrebbe essere più penalizzata delle altre”.

Stai sentendo tuoi ex compagni ancora in attività?
“Sì: tanti over hanno paura di non trovare spazio non per loro demeriti ma per la follia della nuova regola. E alcuni ex compagni più giovani hanno la paura che vengano impiegati in questi anni solo perché sono un bel portafoglio per i club che li fanno giocare”.

Altre due tue ex, Reggina e Vicenza, sono salite in B.
“I calabresi hanno iniziato un percorso, con la nuova proprietà, con tutt’altra possibilità economica e un grande grandissimo entusiasmo. Vicenza ha dietro una grande potenza ma che cerca di fare le cose ragionando, senza il passo più lungo della gamba. Nessuna delle due, comunque, ha usufruito del minutaggio per vincere il campionato, come è normale che sia”.