LA RIVELAZIONE Capellini: “La mia estate più brutta”

Il Tabaccaio si confessa: “Tra la paura del Virus e la paura di non essere riconfermato dal ‘mio’ Cesena ho passato tre mesi d’inferno. Ma ora sono pronto per ricominciare…”
31.08.2020 09:00 di Flavio Bertozzi   Vedi letture
© foto di Luigi Rega
LA RIVELAZIONE Capellini: “La mia estate più brutta”

Il solito tormentone reggaeton che continua a fracassarti i maroni su Rds. Il solito politico di centro-sinistra che continua a vomitare cazzate su Rai 1. La solita vip fallita che comincia a preparare la valigia (e la dentiera) per la Casa del Grande Fratello. Il solito tifoso juventino che sa di avere già in tasca il prossimo Scudetto. Il solito vecchio ed ormai rincoglionito eroe promozione in salsa cesenate costretto a cambiare aria. Settembre è già dietro l’angolo. E a me, questo triste film di fine estate, mi pare già di averlo visto. A voi no? A ritemprarmi corpo e spirito, però, questa volta c’è anche una lieta novella: salvo (sempre possibili) ribaltoni, il nuovo Cesena di mister Viali ripartirà anche dall’entusiasmo, dalla professionalità e dalla romagnolità di Nicola Capellini. Ci voleva. Ci voleva proprio, questa riconferma. E non ‘soltanto’ perché, chi vi scrive, è un inguaribile nostalgico.

Capellini se le dico 23 febbraio 2020 cosa le viene in mente?
“La vigilia del mio 29esimo compleanno. E, soprattutto, la mia ultima apparizione su un campo di calcio. Al Manuzzi. Contro il Vicenza. Tre a uno per loro”.

Da allora è cambiato tutto.
“L’uragano Coronavirus ha cambiato il Mondo. Ha spezzato vite, sogni e speranze di tante persone. Ma io, nel mio piccolo, sono ancora qui. A sperare di tornare a giocare a pallone il prima possibile. Il calcio mi manca da morire”.

Sta sentendo qualcuno legato all’Universo Cesena?
“Qualche vecchio compagno di squadra, sì. Qualche ragazzo dello staff tecnico, De Feudis in primis. E poi mister Viali: con lui, fin dal primo giorno in cui è sbarcato a Cesena, si è instaurato un feeling speciale. Particolare”.

E della società non si è fatto vivo nessuno?
“No, è dall’inizio dell’estate che non sento più nessun dirigente bianconero. Ma so bene che, in queste ultime settimane, a Cesena hanno avuto tante cose da fare…”.

Anche per lei, quella del 2020, non deve essere stata un’estate semplice.
“Lo dico chiaro e tondo: questa per me, tra la paura del Virus e la paura di non essere riconfermato dal Cesena, è stata l’estate peggiore di sempre. Se si esclude un semplice week-end passato a Cortina, non ho fatto nemmeno le ferie”.

Eppure, a stretto giro di posta, per lei dovrebbe arrivare la buona notizia.
“Ci credo, ci spero. All’orizzonte, relativamente alla mia conferma, intravedo degli spiragli positivi. Nel frattempo continuo ad allenarmi da solo. Tutti i giorni. Anche in tempo di quarantena non ho mai smesso di lavorare”.

Cosa può dare ancora il Dottor (e Tabaccaio) Capellini al ‘suo’ Cavalluccio?
“Tanto. So cosa vuol dire Cesena, so cosa vuol dire indossare questa maglia: non è una cosa di poco conto. In più, a livello prettamente tecnico, in C ritengo di poter dire ancora la mia. Questa categoria la conosco come le mie tasche”.

Nel frattempo, però, il Virus continua a far tremare il mondo del pallone.
“Col Covid-19 dovremo imparare a conviverci, non vedo alternative. Per me, i protocolli attualmente in vigore, sono troppo stringenti. Anzi, a dir poco vergognosi. A proposito, posso dire un’altra cosa?”.

Dica pure.
“Non c’entra niente col Coronavirus ma lo voglio dire lo stesso. C’è un’altra cosa che trovo vergognosa nel calcio di oggi: le liste bloccate a 22 giocatori per le squadre di Lega Pro. Che schifezza”.