Il Cesena c’è. Castori pure. Gli arbitri (e il Palazzo) un po’ meno

La truppa di Viali, per poter continuare a sognare la B, dovrà sconfiggere anche la mediocrità dei fischietti italiani. Intanto l’ex Castori è a un passo dal meritato ritorno in serie A…
09.05.2021 11:40 di Flavio Bertozzi   Vedi letture
Il Cesena c’è. Castori pure. Gli arbitri (e il Palazzo) un po’ meno

Quelli che… sognano

Buona la prima. Come da pronostico. Anche se nei play-off, troppo spesso, i pronostici vanno a farsi friggere. Anche se nei play-off, troppo spesso, per passare il turno non basta avere un San (Di) Gennaro in stato di grazia, una coppia di bomber che timbra il cartellino o un portiere sempre sul pezzo. Mister Viali? È ben consapevole delle lacune – tecniche e psicologiche – della sua truppa. Ma è ben consapevole anche del fatto che i suoi ragazzi hanno la testa sgombra e una pazza voglia di essere la mina vagante di questa folle roulette all’italiana. Una roulette che, per non farsi mancare niente, tra i suoi ingredienti prevede anche degli arbitri (come il signor Acanfora da Castellamare di Stabia) da film horror. Che – mi scusino ora i ‘soliti’ paladini del politicamente corretto – anche una casalinga cieca di Mantova, ieri sera, avrebbe assegnato quel rigore solare a Di Gennaro. Eccheccazzo.



Quelli che… si incazzano

A proposito di ingiustizie. Al piccolo Cesena, in questi primi 81 anni di vita, avevano già scippato semplici vittorie di tappa. Colossali imprese. Pure meritatissime promozioni. Ora, il Palazzo, ha deciso di rubare al povero e scalcagnato Cavalluccio anche la cara vecchia Coppa Italia. Coppa Italia che  - per chi magari si fosse perso una puntata - già dalla prossima stagione sarà riservata solo alle squadre di serie A e serie B. Eccola, l’ennesima porcata sfoderata dal Pallone Nostrano. L’ennesima imposizione elitaria regalata da coloro che solo a parole dicono che il calcio è di tutti. Ma che poi, alla prima occasione utile, per una misera manciata di euro in più, si disfano delle squadre di C o di D al fine di avere ‘un prodotto più attraente dal punto di vista televisivo’. Maledetti!



Quelli che… aspettano

La già citata Coppa Italia allergica alla Provincia. La già citata mediocrità degli arbitri italiani. I cinesi, gli americani o – peggio ancora – gli Agnelli al timone di comando dei club di A. Lo spettro della SuperLega che continua ad aleggiare minacciosamente sulle nostre teste. I calendari schiavi delle tv. I bilanci in rosso. I patteggiamenti post-fallimento. Le amnesie di Zappella. Il Cesena che, salvo tsunami, giocherà in terza serie anche la prossima stagione. Verrebbe quasi voglia di mandarlo a cagare, questo calcio moderno. Poi però ti accorgi che l’inossidabile Castori, con la sua Salernitana, a 90' dalla fine della regular season della cadetteria, è lì a un passo dal (meritatissimo) ritorno in Paradiso. Ed allora… ti torna la voglia. Tin bota, CARO FABRIZIO. Ancora un ultimo sforzo. E poi sarà festA. Alla faccia del Berlusca. Alla faccia del Palazzo.