Sorrisi e Tamponi. Bestemmie ed Emozioni: ‘caro’ 2020, io ti salutò così…

Le ‘patacate’ di Eleven Sports, il ritiro-farsa del Conte, le barzellette dirigenziali, il flop di Modesto, le parate di Nardi: questo è molto altro ancora dentro l’imperdibile Alfabeto Bianconero
30.12.2020 11:40 di Flavio Bertozzi   Vedi letture
Sorrisi e Tamponi. Bestemmie ed Emozioni: ‘caro’ 2020, io ti salutò così…

Tutto il 2020 ‘targato’ Cesena dentro un Alfabeto? Sì può fare.
A come ATTACCANTI – Visto? Quest’anno niente A come Agliardi! Contenti? A parte gli scherzi, qui bisogna subito celebrare Bortolussi. Che, in questa prima parte di stagione 2020-21, è riuscito a donare al Cesena (anche) 10 gol preziosi e tanto lavoro sporco. Su Caturano, invece, c’è poco da dire: anche lui era partito forte, poi è cominciato l’incubo. Incubo che, se tutto andrà bene, terminerà –  sigh – soltanto a marzo.
B come BARZELLETTA – Ci sono un francese, un tedesco e un italiano. Anzi, no. C’è un dirigente (di San Marino) del Cesena che, un giorno di fine gennaio, dice pubblicamente ‘Mister Modesto è sotto osservazione’. Poi all’indomani, un altro dirigente (italiano) del Cesena, dichiara sempre a mezzo stampa che ‘Non solo Modesto non rischia il posto, ma addirittura si sta avviando verso la riconferma per la prossima stagione’. Passano altre 24 ore: il Cesena perde 4-1 a Trieste e Modesto viene cacciato. Che ridere!
C come CORONAVIRUS – Niente da fare, gira che ti rigira questo 2020 verrà ricordato per sempre – altro sigh – come l’anno del minuscolo Bastardo Comunista. Un Bastardo che ha distrutto vite, che ha rovinato aziende, che ci ha tolto gioie, che ci ha negato tante abitudini. Abitudini come quella di andare allo stadio, a tifare il Cesena, a cantare l’inno di Lucio di Cesenatico. E quella curva Mare chiusa dallo scorso 23 febbraio, quando la guardo, continua a mettermi addosso una grande tristezza. Quasi più della faccia allucinata di Rocco Casalino. Quasi più dello sguardo spocchioso di Sfera Ebbasta.
D come DUE – Lassù, a quota 33, in testa alla classifica del girone B di serie C, c’è un terzetto formato da Padova, Sudtirol e Modena. Due punti più in basso però, a quota 31, c’è una squadra romagnola ‘chiamata’ Cesena. Una squadra che, grazie anche alle ultime 4 vittorie consecutive, è riuscita a mettere sotto l’Albero una classifica che fa rima (quasi) con Grande Bellezza. E con Sogno. Un sogno proibito che comincia con B.
E come ELEVEN SPORTS – Il peggio, diciamolo subito, pare ormai alle spalle. Però è evidente che, questo provider internazionale dedicato alla trasmissione di eventi sportivi, negli ultimi quattro mesi ne ha fatti incazzare parecchi di tifosi italiani. Collegamenti impossibili, connessioni saltate, riprese televisive da circolo parrocchiale, telecronache a tratti imbarazzanti, errori di… geografia: insomma, non è stato affatto semplice seguire (anche) il Cesena.
F come  FANTOZZI – Cesena All Time è una cagata pazzesca. Non proprio come la corazzata Potemkin, ma quasi. Perché vedere Ciano preferito a Bianchi è una cosa che mi manda in bestia. Perché vedere veri miti del Cavalluccio come Ammoniaci e Piraccini fuori dal miglior undici bianconero di sempre è una cosa che mi fa sputare veleno su certi tifosi che non conoscono nemmeno la storia del Cesena. Tifosi che, ai libri del buon Guiducci (a proposito, caro Giovanni: complimenti per la tua nuova creazione), preferiscono i racconti di Giulia De Lellis. O le biografie di Achille Lauro.
G come  GIARDINIERE – Uno dei grandi artefici di questa recente rimonta cesenate è stato sicuramente Nardi. Che, dopo l’infortunio occorso a Satalino, è riuscito a guadagnarsi sul campo i galloni da titolare. L’ex Santarcangelo, in più di un’occasione, ha tenuto su da solo (o quasi) la baracca bianconera. Incappando in un solo vero grande errore. A Carpi. Quando ha beccato gol nientepopodimeno che dal giardiniere del Cabassi.
H come HATER – Che mondo sarebbe senza gli odiatori da tastiera? Senza gli hater di Bertozzi, di Severi, di Rosati, di Martini, di Ricci, di Capellini o di Petermann? Ecco, per l’appunto. Fatemeli allora ringraziare tutti, questi personaggi che criticano ad oltranza. Davvero. Dal primo all’ultimo. E mi raccomando: continuate così. Non fermatevi mai. Mai. Sennò sai che noia.
I come IMOLA – La prima vittoria ‘targata’ Cesena di Viali? Porta la data del 16 febbraio 2020: Imolese-Cesena 1-4. L’ultima (per ora) vittoria bianconera di Viali? È vecchia soltanto di una manciata di giorni fa: Imolese-Cesena 1-2. Ecco, io ci vedo un ‘segnale’ romantico dentro questo dato statistico che ai più può sembrare banale. Anche perché, in quello stadio a due passi dalla mitica Rivazza che profuma (anche) di Senna e di Villeneuve, niente fa rima con banalità…
L come LACUNE – Ok, il Cesena ha risolto molti dei suoi problemi in difesa. Ok, nelle ultime gare dell’anno è entrata in scena una mini cooperativa del gol che ha ‘coperto’ il mini ramadan di Bortolussi. Però è evidente che, in casa bianconera, non è tutto rose e fiori. La manovra del Cavalluccio continua ad essere poco fluida. Là in mezzo manca un po’ di qualità. Le verticalizzazioni latitano. E le fasce non scorrono ancora a dovere. 
M come MODESTO – Non scordiamocelo, nel 2020 sulla panca bianconera non c’è stato seduto soltanto Viali. Ma, per quattro partite, anche mister Modesto. ‘A Cesena c’è troppa pressione’: disse un giorno l’ex Rende. Ma anche a Vercelli, dove a livello di pressioni – ehm ehm – non se la giocano né con Barcellona né con Napoli, casomai con Ruffio I e Gattolino, le cose non stanno andando proprio divinamente.
N come NOVE – L’ultima sconfitta del Cesena? Risale a circa due mesi fa: Cesena-Padova 0-2. Da quel 2 novembre, i bianconeri, sono poi riusciti ad arpionare ben 6 vittorie (Vis Pesaro, Ravenna, Legnago, Mantova, Samb e Imola) e 3 pareggi (Fermana, Matelica e Modena): roba grossa, grossissima. Soprattutto se si ripensa a come era partita questa stagione gonfia di paure, dubbi ed incognite.
O come ORRORI – I veri orrori, quest’anno, li abbiamo visti al Governo. Negli ospedali. Nei bar frequentati dai seguaci dell’aperitivo selvaggio e del reggaeton. Nelle discoteche. Nei salotti infarciti di virologi. Anche sul fronte Cesena, però, non sono mancati i pomeriggi (o le serate) da dimenticare. Quel 4-1 beccato a Trieste a gennaio, ad esempio, non posso non menzionarlo. E quel terrificante 2-4 interno rimediato con la Feralpi Salò lo scorso ottobre…
P come PORTIERI – Sarini. Marson. Satalino. I dirigenti del ‘nuovo’ Cesena avranno capito una volta per tutte che con i baby portieri si va poco lontano? Ecco, per l’appunto. Anche il recente avvicendamento tra l’insicuro Satalino e l’ottimo Nardi dimostra una volta per tutte che tra i pali – a meno che non hai tra le mani un nuovo Buffon, o qualcosa di simile – serve tanta esperienza. E carisma.
Q come QUATERNA – A fine 2019, il bolso Cesena di Franco, ne prendeva quattro in casa da un Fano reduce da otto sconfitte consecutive. A fine 2020, il frizzante Cesena di Capanni, ne rifilava quattro a domicilio a un Mantova in ascesa. Ecco, può essere sintetizzata con questo altro semplice (doppio) dato la rinascita bianconera. Rinascita che, forse, deve ancora far vedere i suoi migliori frutti.
R come  RUMORS – Samorì. Fedeli. Bonacini. Ma non solo. L’anno che stiamo per salutare, ancora una volta, è stato ricco di indiscrezioni (più o meno) succose sul futuro del Cesena. Alla fine, però, la montagna ha partorito sempre il topolino. Anzi, neppure quello. Perché al timone di comando continuano ad esserci sempre i ‘soliti’ dirigenti-tifosi che, circa due anni e mezzo fa, hanno fatto rinascere il Cesena. A giugno succederà qualcosa di clamoroso? Non credo. Non credo proprio.
S come SOCIAL – Forse sono io che sto invecchiando. Forse sarà ‘solo’ il mondo del pallone che sta peggiorando giorno dopo giorno. Fatto sta che a me fanno una gran tristezza quei giocatori e quei dirigenti che mandano sui social parenti, congiunti o confidenti vari a cercare di portare acqua (e consensi) al proprio mulino. Oh, se parlo c’è un motivo. Almeno a TuttoCesena, in questo 2020, ne abbiamo viste delle belle. Se vi serve, abbiamo le prove. Salvate sui nostri smartphone.
T come TAMPONI – L’anno che si sta concludendo, più che con gol e parate, ha comunque fatto rima con palloni sanificati. Con protocolli sanitari. Con spogliatoi asettici. Con allenamenti ‘mascherati’. Con tamponi. E, soprattutto, con (due) costosissime quarantene obbligatorie che – per fortuna – non hanno minato la salute psichica dei ragazzi di mister Viali.
U come UNICO – Il 2020 è stato anche l’anno della ‘trombatura’ di Agliardi e di Pelliccioni. Della vendita (per pochi spicci) di Valeri. Ma, soprattutto, è stato anche l’anno del ritiro dal calcio giocato di De Feudis. Un De Feudis che non ha deciso SPON-TA-NE-A-MEN-TE – come qualcuno ha voluto far credere in casa Cesena – di appendere gli scarpini al chiodo. Meritava un altro un anno sul campo, il Conte. Magari a mezzo servizio, ma lo meritava. Non lo dico io, lo dice la storia. Lo dicono le sue 5 promozioni targate Cavalluccio. L’amichevole celebrativa che un bel giorno andrà in scena al Manuzzi per salutare Beppe? Ecco un’altra cagata pazzesca. Evitabile. Evitabilissima. Io lo dico per tempo…
V come VIALI – Torno ancora su Viali. Ci sta. Perché il mister, bisogna ammetterlo, qui a Cesena – con una rosa normalissima, infarcita di giovani di belle speranze e di umili mestieranti da terza serie – sta facendo qualcosa di straordinario. Sarà presumibilmente difficile, per l’ex Novara, riuscire a reggere nel 2021 i ritmi (da paura) a cui ci ha abituato negli ultimi due mesi. Ha però già centrato un obiettivo, Viali: con lui, i tifosi bianconeri, hanno potuto ricominciare a sognare. Che non è poco.
Z come ZIZZANIA – Avrei potuto dire ‘Z’ di Zecca. Perché, secondo il sottoscritto, quel gol segnato dall’ex Padova nell’extratime di Cesena-Samb è stato il momento più emozionante del 2020 ‘targato’ Cesena. Avrei potuto dire ‘Z’ di Zebi. Perché, il diesse bianconero, sinora ha fatto un gran lavoro. Però… preferisco giocarmi la ‘Z’ di Zizzania. Sì perché, in casa bianconera, stanno scomparendo sempre di più gli scandali. Qualche piccola lite dentro la stanza dei bottoni, sì. Qualche bestemmia in campo pronunciata (anche) da Ricci e Maddaloni, sì. Poi il nulla. Che noia, che barba, che barba, che noia…