Quando Carlo Petrini aggredì Pippo Marchioro

15.01.2021 10:20 di Redazione TUTTOCesena   Vedi letture
Carlo Petrini
Carlo Petrini

Oggi il nostro storico di redazione, Marzio Magnani, ci ripropone un interessante aneddoto della storia bianconera: l'aggressione di Carlo Petrini a Pippo Marchioro.

Il protagonistaCarlo Petrini (Monticiano, 29 marzo 1948 - Lucca, 16 aprile 2012). Petrini bravo attaccante, con trascorsi importanti come Genoa, Milan, Torino, famoso anche come scrittore. Petrini ha edito 10 libri tra cui "Nel fango del Dio pallone" in cui narrò in prima persona fatti e trascorsi nel mondo del calcio. In particolare, il libro denunciò la pratica del doping.

Il Contesto. Il Cesena dopo due grandi campionati di B e 4 in fila in serie A si ritrova mestamente nella serie cadetta (1977/78). Si tenta immediatamente il ritorno nella massima serie confermando alcuni senatori come Ceccarelli, Oddi, Bittolo, Rognoni, Cera, Beatrice e anche i nuovi sulla carta sono ottimi acquisti. Purtroppo la squadra non decollerà mai, vivacchiando in un anonimo e poco gradito centroclassifica. Parte titolare Petrini con Bertuzzo, poi con Boncima di gol se ne vedono pochi. Carlo segna una sola rete nella vittoria di Monza. la svolta alla decima giornata: a Modena Petrini viene sostituito da De Falco (giovane pupillo di Marchioro) a un quarto d'ora dal termine e proprio Totò la sblocca con il gol vittoria a 3' dal termine. Da lì a poco Petrini viene relegato in panchina ed è una situazione che mal digerisce...

Il Fatto. Giovedì 2 marzo 1978 il Cesena si reca a Castiglione di Ravenna per la consueta partitella infrasettimanale, Petrini negli spogliatoi legge la formazione stilata dal mister nella lavagnetta e nonostante Macchi sia assente lui non è tra i titolari: apriti cielo! Carlo si precipita da Marchioro e lo affronta così: "oggi non ho voglia di allenarmi". Risponde Pippo: "Bene, se non ne hai voglia puoi riposare", allora Petrini va a cercare i cronisti e proclama: "Non mi faccio prendere in giro, stasera me ne torno a casa, che mi sono rotto le palle". Purtroppo la storia non finisce qui, Petrini e Marchioro si affrontano nello spogliatoio, dalle parole si passa alle urla (lei è un venduto!), poi alle offese quindi agli spintoni e qualche colpo parte e a farne le spese è soprattutto tutto il fido Agnoletti che si era messo in mezzo a cercar di fare da paciere. Viene chiamato Manuzzi che manda a casa Petrini e poi lo convoca in sede ma lui non si presenta.  Finisce quasi a tarallucci e vino: lo Stadio del 14 marzo 1978 annuncia con un gran titolone "Marchioro dimentica l'incidente" e lo stesso allenatore intervistato dichiara: "l'affare Petrini è stato sistemato in questi termini: da oggi pomeriggio il giocatore torna ad allenarsi, personalmente metto da parte l'orgoglio per il bene della causa comune, il giocatore non mi dovrà nessuna scusa ma dovrà farle ai compagni, l'incidente di Castiglione di Ravenna non è mai accaduto".

Petrini torna titolare ad Ascoli il 16 aprile, ed andrà a segno 5 volte, addirittura siglando una doppietta col Palermo in casa: verrà confermato così per un altro anno, quello con Cadè allenatore. Marchioro andrà a Como...