Il Cesena, l’obiettivo play-off e l’incubo Serie C

In riva al Savio c’è chi continua a pensare positivo. Ma poi c’è anche chi continua a vedere tutto nero, chi continua a tirare fuori (anche) la sciagurata stagione di Nicoletti…
10.03.2026 00:00 di  Flavio Bertozzi   vedi letture
Il Cesena, l’obiettivo play-off e l’incubo Serie C
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Appena 8 miseri mattoncini racimolati nelle ultime 12 partite: il Cesena di Mignani, dopo aver sfornato una prima parte di stagione da applausi, da due mesetti a questa parte non se la sta spassando proprio benissimo. E, la piazza, è spaccata. Non dico esattamente a metà, ma quasi. Da una parte continuano ad esserci gli ottimisti ad oltranza. Quelli che continuano a pensare positivo. Quelli che continuano a dire che la salvezza è quasi in tasca, a 3-4 punti. Quelli che continuano a ricordare che la truppa bianconera – nonostante le sue palesi lacune strutturali, tecniche e caratteriali – è ancora ottava in graduatoria, in zona play-off (+2 sul Südtirol, al momento primo degli esclusi). Poi invece ci sono i catastrofisti ad oltranza. Quelli che vedono sempre pochissimo bianco e tantissimo nero. Quelli che continuano a porre l’accento sul fatto che questa squadra è già da tempo allo sbando. Quelli che fanno notare che la zona retrocessione – con ancora 9 gare da giocare – non è poi così lontana (il tandem delle quintultime, formato da Sampdoria e Mantova, è sotto di 9 lunghezze). Sono proprio quest’ultimi, i catastrofisti ad oltranza, che nei bar e nei covi bianconeri – per accreditare ulteriormente la loro tesi apocalittiche – tirano fuori la maledetta stagione cadetta 1999-2000. La sciagurata stagione cadetta 1999-2000. La stagione della Grande Vergogna. La stagione del Grande Sospetto. I tifosi con qualche primavera in più sulle spalle ricorderanno bene quell’annata da film horror: quella volta la band guidata dal povero Nicoletti, pur trovandosi a 10 gare dalla fine con un rassicurante +9 sulla quartultima, sbagliò – ehm ehm – i calcoli. Riuscendo a retrocedere (perso il doppio spareggio salvezza con la Pistoiese) dopo aver raccolto negli ultimi 900 minuti di gioco 8 striminziti pareggi e 2 sconfitte. Inatteso fu anche il clamoroso crollo che nel 1982-1983 accompagnò il Cavalluccio sui dorati palcoscenici della Serie A. In quel campionato la truppa guidata da Bolchi – quanto ci manca il mitico Maciste…. – chiuse addirittura il girone d’andata in settima posizione. Subito dietro le grandi big del calcio nostrano. Quella volta, in riva al Savio, si parlava di salvezza già in tasca. Pure di Coppa Uefa, eh. Quel Cesena però, dopo aver confezionato una seconda parte di stagione da bollino rosso (appena 1 vittoria, 5 pareggi e ben 9 sconfitte) chiuse incredibilmente al penultimo posto. Guadagnandosi mestamente un pass per l’inferno. Tornando tra i cadetti, un altro finale boccheggiante di stagione a Cesena lo abbiamo vissuto nel 2006-2007. La Castori-band, dopo aver battuto il Modena ad inizio aprile, non riuscì addirittura più a vincere uno straccio di partita. Nelle ultime 9 gare arrivarono 4 pari e 5 stop. E la salvezza giunse solo alla terzultima giornata, grazie soprattutto ai demeriti delle altre pericolanti. Sempre in Serie B un altro finale in apnea condito comunque da un’altra preziosissima salvezza ‘castorizzata’ era giunto al termine della stagione 2004-2005. Quella volta il Cesena, con l’1-0 rifilato al Torino a metà marzo, aveva praticamente ipotecato la Sopravvivenza. Incredibilmente, però, i bianconeri cominciarono a fallire regolarmente tutti i match point. Nelle successive 10 gare giunsero 6 pari e 4 ko. A scacciare gli spettri, al penultimo turno, arrivò poi il successo con la Ternana.