Si scrive Cesena, si legge Gruviera
No, tranquilli. Non farò – proprio come fanno tanti miei più o meni blasonati colleghi, anche di questa testata… – lo sborone di turno. Non tirerò fuori quel termine inglese che tanto va di moda nel calcio moderno. Anche perché, il tifoso medio (anzi, l’italiano medio), si è rotto letteralmente il cazzo di leggere continuamente sui giornali e sul web tutti questi ‘paroloni’ che arrivano direttamente d’Oltremanica. Paroloni che tante (troppe) volte sono sfoderati da soggetti che spesso non sanno nemmeno l’italiano, figuriamoci l’inglese. Dunque oggi non vi parlerò di clean sheet – ops, scusate: mi è scappato… – ma, più semplicemente, di porte inviolate. Più che altro di porte inviolate in salsa bianconera. Visto che, in questa sede, prenderò in esame questo Cesena sempre più ‘formato’ Gruviera.
Ebbene, in questi primi ventuno appuntamenti cadetti già andati in archivio la Nazionale di Romagna soltanto in tre occasioni è riuscita a tenere la propria porta immacolata: contro il Südtirol alla nona giornata (0-1), contro l’Avellino alla dodicesima giornata (3-0) e contro il Modena alla quattordicesima giornata (1-0). Un dato, questo, non certo entusiasmante per chi – in cuor suo – spera sempre di poter centrare un buon piazzamento in vista di quella malefica roulette all’italiana ‘chiamata’ play-off. Ecco, sì, un dato non certo rassicurante. Anche perché sono ben 24 i gol totali subiti sinora dal ‘povero’ Cesena: delle prime sette squadre in classifica nessuno ha fatto peggio di Berti & Friends (Palermo 14, Monza e Modena 17, Frosinone e Venezia 18, Juve Stabia 22).
Le lacune strutturali di questa rosa in fase difensiva? Sono evidenti sin dallo scorso agosto. Evidentissime. Attenzione però. Attenzione. Se avete letto bene qui non sto parlando ‘solo’ di difensori. Ma di fase difensiva. Perché nel calcio, sempre o quasi sempre, si prende (e si fa) gol in undici. Dunque, se il Cesena là dietro ha spesso ballato, è inutile criticare solo la triade titolare Ciofi-Zaro-Mangraviti (una triade di stakanovisti che, sinora, non ha comunque combinato grossi disastri…). Ma bisogna prendersela anche (o soprattutto?) con ‘certi’ giocatori della rosa bianconera che stanno alla Serie B alla stesso modo in cui Erode stava ai bambini. E con un ‘certo’ Mignani. Sì, pure con un ‘certo’ Mignani. Perché se una squadra prende tanti gol su palla inattiva, la colpa non è solo degli allievi. Ma anche dell’insegnante. Dico bene?
Finché Klinsmann è riuscito a metterci una pezza con parate più o meno prodigiose, qualche ‘patacata’ sfoderata da Zaro & Friends è passata sottotraccia. Una volta però che il portierone americano ha smesso di fare il Fenomeno, il ‘bubbone’ è scoppiato. E il Cavalluccio ha cominciato a perdere la trebisonda. Sempre più frequentemente. Il dato più allarmante? È sicuramente questo: il Cesena nelle ultime 6 uscite (al cospetto di Mantova, Juve Stabia, Catanzaro, Empoli, Reggiana e Bari) ha incassato ben 9 gol. In media un gol e mezzo a partita. Tanto. Troppo. Una certezza: se il Cesena nelle prossime settimane non vorrà sprofondare nel pozzo della mediocrità, servirà al più presto un’inversione di marcia. E intanto sabato prossimo si va nella tana dell’Avellino senza Mangraviti…
