Adesso basta! Riaprite subito gli stadi (col Green Pass)

15.07.2021 20:57 di Stefano Severi   Vedi letture
Adesso basta! Riaprite subito gli stadi (col Green Pass)
TUTTOmercatoWEB.com
© foto di Francesco Di Leonforte/TuttoCesena.it

STADI APERTI, ORA! Cosa se ne fanno le società di calcio del 25% di pubblico negli stadi? Pubblico peraltro distribuito in tutto l'impianto che implica costi fissi quasi uguali a quelli del normale funzionamento e incassi ridotti di almeno del 50%, stando ai numeri di Cesena. Va benissimo la prudenza ed è stato giusto, durante lo scorso campionato, mantenere le porte chiuse: il distanziamento sociale era l'unica arma per abbattere l'intasamento di ospedali e sale di rianimazione. Ora però ci sono i vaccini e c'è il Green Pass: chi è vaccinato con grande probabilità, anche se contagiato, non andrà a pesare in maniera drastica sul Servizio Sanitario Nazionale e, al tempo stesso, sarà più incline a spezzare la catena del contagio. Chi è vaccinato ha diritto ad entrare allo stadio senza restrizioni, senza se e senza ma. La codardia di un Governo scarso ed incapace, spacciato come "dei migliori", fino a questo momento sta tenendo in ostaggio la vita di milioni di persone vaccinate che meriterebbero un pronto ritorno alla normalità, in nome di squallidi calcoli elettorali. In tutto questo spicca il silenzio del presidente del Cesena Fc, Corrado Augusto Patrignani, così attivo ai tempi del lockdown, che dovrebbe sbattere la scarpa sul tavolo in Lega affinchè la riapertura degli stadi diventi argomento prioritario.

ASSOCIAZIONISMO, CHE DELUSIONE! E così l'Accademia ha ceduto le proprie quote del Cesena FC alla Holding, lasciando quindi la squadra interamente in mano ad una spa. L'intenzione apparentemente è quella di prepararsi ad una cessione di quote ad investitori esterni, in un futuro più o meno remoto. Però così si spezza in principio la possibilità di mantenere delle quote del Cesena in mano ad una associazione, sulla falsariga del SüdTirol. A Cesena si vive ancora col mito del presidente benefattore o dell'investitore milionario come se Edmeo Lugaresi o Costantino Rozzi fossero ancora figure dei nostri giorni: una logica che è in fondo la stessa della SuperLega, quella di un calcio appartenente a chi ha i soldi. O meglio, di un calcio appartenente a chi riesce a muovere i soldi: quando il movimento si interrompe, quando le plusvalenze fittizie si accumulano, quando non arriva la Pec ecco che i ristoranti di pesce si fanno trovare chiusi e i panettoni non si vendono a luglio.

MERCATO. Abbiamo iniziato la preparazione praticamente con la Primavera, e va bene così. Si tratta del mercato post Covid (speriamo post), in cui si fanno pochissimi trasferimenti e tantissimi ingaggi a parametro zero. Sembra inverosimile ma lievitano gli ingaggi visto che nessuno, o quasi, vuole più spendere i soldi per acquistare rinforzi, preferendo il parametro zero. Zebi sta temporeggiando mentre altre concorrenti, Modena in primis, poi Triestina e Padova, sembrano avere già un altro passo. Queste tre squadre però devono rifondare dopo i fallimenti della passata stagione mentre il Cesena deve riempire senza sbagliare le caselle rimaste sguarnite. Che i rinforzi servano è chiaro a tutti: aspettiamo la fine del mese per capire qualcosa in più.

IL FUTURO. Il Cesena vende i gioielli del proprio settore giovanile e questo non è un bel segnale, anche in ottica futura, visto le tante parole spese, anche all'indomani della sconfitta ai rigori in finale della Primavera3, sugli sforzi fatti per ricostruire il vivaio. A differenza di quattro o cinque anni fa però anche chi  ometteva di criticare questa pratica sembra essersi svegliato: bene, meglio tardi che mai.