2021, ODISSEA NELLO STRAZIO

Il Cesena, al cospetto del Legnago, ha confermato di essere in crisi nera. Ed ora, gli interrogativi (e le paure) in casa bianconera, si sprecano…
29.03.2021 10:15 di Flavio Bertozzi   Vedi letture
2021, ODISSEA NELLO STRAZIO

Non lo dico io, lo dice la storia. C’è stato un tempo in cui il Cesena di Dino Manuzzi batteva la grande Juventus di Zoff e Bettega. C’è stato un tempo in cui il Cesena di Edmeo Lugaresi regalava dispiaceri al Milan stellare di Gullit e Van Basten. C’è stato un tempo in cui il Cesena di Igor Campedelli mandava al tappeto il Diavolo di Ibra e Pirlo. Poi c’è stato un tempo in cui il Cesena di Corrado Augusto Patrignani & Co. ne beccava 4 in casa dal Fano di – udite udite – Barbuti e Kanis. Quel tempo, però, non è ancora finito. Visto che, una manciata di ore fa, il Cesena ‘targato’ (sempre) Patrignani & Co. è riuscito anche nell’impresa di beccare 3 gol sempre al Manuzzi dalla – sigh – ‘corazzata’ Legnago Salus di Pellizzari e Pizzignacco. Sti cazzi.


Gli alibi? Ci sono. Anche questa volta. E sono pure belli robusti (l’infermeria piena, il calendario compresso, bla bla bla). Epperò… dai. Un conto è perdere una partita. L’ennesima. Un conto è farsi umiliare in casa in quel modo lì da una squadra di umili operai della pedata che quest’anno non aveva mai brindato in trasferta. Che c’è davvero poco da salvare, della sfida di ieri. Anzi, diciamo pure nulla. Modulo sbagliato. Squadra molle, assente, pasticciona, senza carattere, senza cuore. Zero gioco, zero idee convincenti, fasce latitanti. Disattenzioni da Circolo Arci. Calci da fermo battuti in modo indegno. Singole prestazioni in salsa horror (vero Borello? Vero Petermann? Vero Russini?). E mi fermo qui. Che è meglio.


La situazione, ora che anche i play-off potrebbero essere a rischio, è grave. Inutile, però, accanirsi troppo con questa squadra che – se non ci fosse stata la bufera Covid-19 – ora sarebbe presumibilmente lassù a lottare per il quarto posto. Inutile prendersela eccessivamente con questo mister che – al netto, ammettiamolo, di qualche pesante battuta a vuoto – non sta facendo poi così male a Cesena. Certo che però, allo stesso tempo, non si può non porre l’accento su questo inizio 2021 da brividi del Cavalluccio. Non si può non mettere l’accento su questo lungo ramadan bianconero (nelle ultime 8 uscite sono arrivati 4 striminziti pari e altrettanti ko) che fa rima con crisi. Crisi vera. Crisi preoccupante. Crisi gonfia di paure.


No, niente processi affrettati a Viali. Anche se, nel calcio, non c’è soltanto questo maledetto 4-3-3. No, niente ritiri punitivi per Ciofi & Friends. Anche se, un corso accelerato su come battere corner e punizioni, servirebbe come il pane. No, niente cartelli in ‘stile’ Fermate Ligi. Anche se, almeno un paio di giocatori, dovrebbero farsi un esame di coscienza. O - ehm ehm - cambiare mestiere. No, niente facili allarmismi. Anche se, già mercoledì con il Gubbio il Cavalluccio dovrà dare risposte importanti. No, niente pianti isterici che tirano fuori la ‘solita’ sfortuna. Anche se, per essere sicuri, una bella gita di fuori porta a Sarsina di un paio di ore (zona rossa permettendo), non guasterebbe di certo alla comitiva bianconera.


Non lo dico io, lo dice la storia. C’è stato un tempo (glorioso) in cui il Cesena riusciva a battere il grande Zoff della Juve due volte nella stessa partita. Ora c’è un tempo (triste, tristissimo) in cui il Cesena non riesce a rifilare un gol nemmeno a Pizzignacco del Legnago Salus. Legnago Salus che, lo ricordo per i più distratti, non è una nota casa di cura della bassa ravennate. Ma ‘soltanto’ la squadra che ieri pomeriggio ha condannato il Cesena a una delle sue più umilianti sconfitte della storia. Storia che, per poter essere riscritta (almeno) dignitosamente, ha bisogno di certezze. Di programmazione. Di soldi. A proposito, caro Cesena: il buon Viali resta anche la prossima stagione o no? Inutile stare qui a girarci troppo attorno…