CORRIERE ROMAGNA. E' tornata di moda la vecchia guardia

19.05.2012 12:34 di  Giovanni Guiducci   vedi letture
Fonte: Luca Alberto Montanari per Il Corriere Romagna
CORRIERE ROMAGNA. E' tornata di moda la vecchia guardia
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© foto di Marco Rossi/Tuttocesena.it

Il cordone ombelicale che li unisce resiste agli alti e ai bassi, ma soprattutto non si lacera mai: nè quando il cielo è sereno, nè quando arrivano le nuvole e c’è aria di burrasca. La scorsa settimana sul Cesena c’era aria di burrasca e così c’è chi ha aperto l’ombrello per ripararsi ma soprattutto riparare. Gianluca Salcini, Oliviero Santerini e Marino Vernocchi (in rigoroso ordine alfabetico) sono i tre ex vice presidenti che hanno aiutato il Cesena e Igor Campedelli. Riassunto delle ultime puntate: entro martedì scorso era necessario versare ai tesserati le mensilità di gennaio, febbraio e marzo oltre ai contributi Irpef ed Enpals. Al Cesena, per evitare punti di penalizzazione nel prossimo campionato, servivano circa 6 milioni di euro: oltre ai colossi come Technogym ed Orogel, sono intervenuti anche tre imprenditori che hanno questa squadra nel cuore.

Amore. «Non c’è stato bisogno di nessuna riunione - fa Oliviero Santerini, legatissimo soprattutto all’ultima gestione Lugaresi quando è stato vice presidente del club bianconero - nè di troppi appelli da parte di Campedelli. Igor ci ha semplicemente chiesto la disponibilità e noi abbiamo dato una mano volentieri. Per me è una questione di fiducia e il presidente, per i risultati ottenuti in questi anni, la meritava. Il bello del Cesena, a differenza di altre realtà, è che non è mai solo: noi siamo innanzitutto un gruppo di amici e non c’è stato neppure bisogno di pensarci troppo. Ci tengo a precisare che non abbiamo trattato quote societarie, nè altri argomenti simili: lo abbiamo fatto per amore di questa squadra».

Riconoscenza. Gianluca Salcini è ormai un cesenate d’adozione e quest’anno si è avvicinato molto a Campedelli, con il presidente del Cesena che è sceso in campo per promuovere ed appoggiare la Fondazione Nadia Salcini, dedicata alla sorella dell’ex vice presidente bianconero scomparsa per una grave malattia all’età di 35 anni: «Igor ha aiutato il sottoscritto, io ho aiutato Igor. Glielo dovevo innanzitutto per quello che ha fatto, è stato un gesto di riconoscenza nei confronti di un amico. Ho accettato di aiutare Campedelli proprio per questo motivo e non certo per avere qualcosa in cambio: non voglio nessun incarico societario, siamo legati solo dalla passione per il Cesena che in questi anni è diventata la mia squadra del cuore».

Follia. Poi c’è Marino Vernocchi, senza dubbio il più presente dei tre nella vita quotidiana della società. «Il mio non è stato un ritorno, perchè in questi anni ho sempre partecipato con il presidente Campedelli alle riunioni in Lega (Vernocchi è milanese, ndr) e ho frequentato gli ambienti del calciomercato anche con altri dirigenti, come Semprini o Valentini. Quando c’è bisogno, io collaboro e do una mano: quindi, visto che stavolta c’era bisogno, ho deciso di dare una mano come ho sempre fatto, perchè il Cesena non deve mai sentirsi solo». Per Vernocchi è stato un gesto spontaneo: «Direi pure un gesto naturale - chiude l’imprenditore lombardo, una sorta di Bibbia vivente sul mondo bianconero - in cambio del quale non ho chiesto o preteso assolutamente nulla. Sono sceso in campo con quel pizzico di follia tipica di tutti i romagnoli: d’altronde, in questo senso, Campedelli è un esempio trainante».