Dietro Shpendi il vuoto: chi segnerà quando il Cesena lo avrà venduto?

Un’analisi approfondita sui numeri realizzativi che hanno connotato il campionato bianconero appena concluso: se non segna il nazionale albanese, non fa gol nessuno.
01.06.2026 13:15 di  Cristiano Comelli   vedi letture
Dietro Shpendi il vuoto: chi segnerà quando il Cesena lo avrà venduto?
© foto di TuttoCesena.it

Dei giocatori che hanno indossato la casacca del Cesena nel campionato da poco alle spalle, l’unico in doppia cifra di produzione è stato lui. Con le sue dodici reti all’attivo, Cristian Shpendi ha migliorato il bilancio dello scorso campionato che pure era culminato nell’approdo ai play-off con 11. Certo, il bottino delle venti reti con cui, due stagioni fa, consentì ai bianconeri di spiccare il volo di nuovo verso la cadetteria è rimasto ineguagliato ma occorre bene considerare il diverso quoziente di difficoltà dei due campionati. La sua media reti è salita a 0.31 per partita a fronte dello 0.28 del 2024-25. Un miglioramento festeggiato anche con la convocazione in nazionale maggiore. Ma il punto non è constatare quanto il giovanotto albanese ci sappia fare quando si tratta di buttarla dentro. Il punto è invece che ha bisogno di partner in attacco che, per consentire ai romagnoli di sognare in grande, possano essergli almeno equivalenti in fase realizzativa. E, in questo campionato, almeno se si sciorinano i numeri, sembrano non essersi visti. Riccardo Ciervo ci ha messo cinque tacche, una sola in più di Berti e Frabotta che, essendo rispettivamente un centrocampista e un difensore, avrebbero altri compiti rispetto a quelli realizzativi legati alla distribuzione del gioco e alla protezione dell’area (incursioni realizzative, le loro, comunque e ovviamente gradite alla tifoseria cesenate). Fino allo scorso febbraio faceva parte della famiglia anche Jalen Blesa che aveva infilato quattro fendenti ma ha poi preso l’aereo per il Portogallo, destinazione Rio Ave. Alberto Cerri non è riuscito a infrangere il muro dei tre gol, Marco Olivieri ha alzato le braccia al cielo dopo una rete segnata in una sola occasione.

NON PUÒ ESSERE SOLO SHPENDI-DIPENDENZA
Ergo, se Shpendi la sua acqua al mulino l’ha pure portata incidendo, con 12 sigilli su 43, per oltre un quarto del monte realizzativo bianconero, gli altri hanno invece portato al mulino un secchio in prevalenza vuoto. Ed è sicuramente questo il punto su cui il Cesena dovrà riflettere se intende impostare un campionato in cui dire la sua, almeno per raggiungere come due stagioni fa la stazione dei play-off. Se il Cavalluccio sul mercato si privasse di Shpendi, chi riuscirebbe a garantire il suo stesso numero di realizzazioni? Si dirà che un attaccante di peso abbia il suo prezzo, ma non è necessariamente così. Esponenti del reparto offensivo desiderosi di riscattarsi anche con ingaggio non faraonico, in giro, ce ne sono. Starà poi al Cesena sguinzagliare il fiuto da segugi dei propri osservatori per andare a compiere la caccia grossa.

LE PROPORZIONI DEGLI APPORTI TRA ATTACCO, CENTROCAMPO E DIFESA
Certo, a guardare i numeri, l’attacco ha fatto quanto tutto sommato doveva fare e cioè garantire, per missione tecnico-tattica, il principale apporto realizzativo mettendo a segno 25 reti contro le 9 a testa tra centrocampo e difesa. Ma è oltremodo evidente che, seppur il pungiglione di ogni calciatore indipendentemente dal reparto di appartenenza risulti gradito alla causa, non si possa sempre contare sull’apporto sostanzioso dei due reparti alternativi a quello offensivo. E quindi si torna al discorso del sapere individuare una spalla valida per Shpendi. Con una doppia avvertenza: non solo massa di reti, ma anche regolarità con cui le si mette a segno. Tanto per fare un esempio, reti che possano evitare la morìa di realizzazioni fatta registrare tra la 34ª e la 37ª giornata di campionato con quattro caselline zero di fila alla sezione gol realizzati contro Juve Stabia, Palermo, Sampdoria e Carrarese che hanno inciso, più della sconfitta interna con il Padova, sulla volata finale. Juve Stabia e Avellino hanno segnato meno del Cesena ma hanno avuto l’accortezza di tenere la barra della regolarità realizzativa nei momenti che contavano. E la differenza, alla fine e almeno per lo scorso campionato, tra loro e il Cesena sta tutta qui.