Ashley ‘Tafazzi’ Cole ha rovinato il Cesena. E adesso…
Riepilogo per i più distratti. Per chi cerca sempre di imitare il caro ‘vecchio’ Lorenzo Jovanotti (Io penso positivo, perché son vivo, perché son vivo…). Oppure per chi prova a scimmiottare costantemente l’indimenticabile Tonino Guerra (Gianni, l’ottimismo è il profumo della vita…). In meno di due mesi Ashley ‘Tafazzi’ Cole è riuscito a: racimolare appena 6 punti in 8 gare, incassare in media 1,6 gol a partita, intestardirsi con un modulo che nulla c’azzecca con questa rosa, schierare ripetutamente giocatori fuori ruolo, far deprezzare il valore del parco giocatori bianconero di un buon 30%, umiliare il povero Francesconi, intristire Berti, far incazzare (e pure di brutto) Castagnetti, regalare 8 gettoni di presenza a un atleta (Vrioni) che la Serie B – ma anche la Serie C, eh – ora come ora la dovrebbe vedere soltanto col binocolo, snobbare tutti i big della Primavera di Nicola Campedelli, sfoderare conferenze stampa infarcite di banalità e di presunzione, far rimpiangere – ehm ehm – la verve di Michele ‘Carnevale di Rio’ Mignani, far scendere la catena al 99% del popolo bianconero, fallire vergognosamente l’aggancio ai play-off. Massì, pure fallire vergognosamente l’aggancio ai play-off. Che solo uno come Ashley Cole – con la sua incompetenza, con la sua inadeguatezza, con la sua inesperienza, con la sua arroganza calcistica – avrebbe potuto buscarle da un Padova (imbottito di seconde linee) sbarcato al Manuzzi già salvo, già con la testa ad Ibiza. Che anche Gianni Drudi (o Betobahia, o Michelone da Gatteo, o mia nonna Alessandra di anni novantaquattro, o Marco Giampaolo, pure Carlo Calenda…), se fosse stato al posto di Cole, sarebbe riuscito a guadagnarsi un pass per il preliminare col Catanzaro. Mi fermo qui? O devo continuare sfoderandovi altri disastri commessi dall’ex campione del Chelsea da metà marzo ad oggi? Massì, mi fermo qui. Che non voglio tediarvi stroppo. Che non voglio rovinarvi (anche) questo sabato di maggio che profuma (pure) di sagre paesane e di crema abbronzante. Meglio chiuderla qui. Non prima però di aver puntato il dito contro coloro che, due mesetti fa, hanno piazzato sulla panca bianconera un (aspirante) allenatore che non sapeva neppure dove fosse Cesena. Un (aspirante) allenatore che, la serie cadetta, non l’aveva mai vista nemmeno in tv. Gli Americani? Sia chiaro: sono loro che ci mettono i soldini, sono loro che ripianano le perdite di bilancio. E, con il loro ‘giocattolino italiano’, possono fare quel cazzo che vogliono. Anche mettere sulla panca bianconera una scosciatissima influencer milanese. Anche arruolare come diesse un noto blogger irlandese. Occhio però a non scherzare troppo col fuoco. Occhio, eh. Cari Melby & Friends, forse siete ancora in tempo per fare inversione ad U. Forse, eh.
PS 1: Quelli che… e comunque quel fallo su Bastoni consumatosi sotto la Mare era da sanzionare con un calcio di rigore. Non ci sono più gli arbitri (e i designatori) di una volta…
PS 2: Quelli che… e comunque una volta, queste tipiche partite di fine stagione, si ‘sistemavano’ a priori. Anche a Cesena. Non ci sono più i presidenti (e i diesse) di una volta…
