Saber: “A Padova ho vissuto due anni bellissimi ma a Cesena ormai ci vivo”
A Cesena ha trovato casa ed ha festeggiato il successo più entusiasmante della sua carriera, a Padova ha vissuto due anni intensi nonostante la delusione per la serie B sfumata. Quella tra il Cavaluccio e i biancoscudati per Saber Hraiech non può essere una sfida come le altre. Avviciniamoci all’ultimo appuntamento della stagione regolare con le sue parole.
Saber, all’ultima giornata si ritrovano faccia a faccia Cesena e Padova, le maglie più prestigiose che lei ha vestito in carriera…
“Sì, assieme al Piacenza e anche il Carpi con il quale ho giocato in serie B. A Padova ho vissuto due anni bellissimi nonostante la delusione per le finali perse, mi è rimasta nel cuore. A Cesena, beh, ormai ci vivo, penso posta bastare (ride, ndr)”.
Cos’è mancato nella sua esperienza a Padova per raggiungere la cadetteria?
“Difficile dirlo, penso alla fortuna, ai dettagli. Il primo anno eravamo sei punti avanti e poi dopo aver chiuso il campionato a pari punti con il Perugia abbiamo perso la finale play-off ai rigori con l’Alessandria. L’anno successivo abbiamo trovato un Südtirol nella sua stagione giusta e non siamo riusciti a spuntarla. Poi, in finale play-off, il Palermo ha meritato la B”.
Però la promozione dei record con il Cesena ha fatto sì che i brutti ricordi potessero essere lasciati alle spalle.
“Quella grande stagione mi ha ripagato delle delusioni. Sono arrivato in bianconero dopo i due anni di Padova ed è arrivata un’altra delusione con la sconfitta ai play-off contro il Lecco. La cavalcata del 2023-2024 è stata un qualcosa di straordinario, una ricompensa a tutti i sacrifici”.
Quali differenze ha trovato tra l’ambiente veneto e l’aria che si respira in Romagna?
“Padova è una città grande. Un po’ più dispersiva, meno compatta. Cesena è più raccolta, vedi tanti bambini che crescono con la maglia bianconera. Il tifo è un po’ diverso, ma parliamo di due grandissime piazze, di due grandi città”.
E del suo ultimo tecnico in bianconero, mister Mignani, cosa ci dice?
“Sinceramente non mi aspettavo venisse esonerato. Girava voce da un po’, ma quando è successo mi ha spiazzato. Ho conosciuto il mister e devo dire che in questi due anni ha fatto un gran lavoro. Ha preso in B una squadra che non era la sua ed è andata benissimo. Ha valorizzato ancora di più i giovani in rosa e ottenuto buoni risultati. Non so quali fossero gli obiettivi e perché la società abbia fatto questa scelta, ma posso dire che per me non se lo meritava”.
Cosa ne pensa invece di Ashley Cole?
“È un allenatore che va scoperto. Certo, da giocatore è stato straordinario, ma il nuovo percorso è da comprendere. Non saprei dire se è l’allenatore giusto, la proprietà è straniera e avrà avuto i suoi motivi per sceglierlo”.
Chiudiamo con il suo vecchio ‘maestro’ Toscano: il Catania riuscirà a ottenere la promozione tramite play-off?
“Anche lì non ho ben compreso l’esonero del mister. Non era facile star dietro al Benevento e comunque il Catania stava facendo bene. Alla fine la società l’ha richiamato e credo che ai play-off possano arrivare lontano. Lì conta l’aspetto fisico, ma soprattutto quello mentale nel quale il mister è un maestro”.
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