Gli Americani a Cesena

Diamo a Cesare quel che è di Cesare. Pardon, diamo a John Aiello & Friends quello che è di John Aiello & Friends: negli ultimi 9 mesi non hanno sbagliato (quasi) nulla. Ora però…
08.04.2024 11:50 di  Flavio Bertozzi   vedi letture
Gli Americani a Cesena

La tragicomica Porcata Portieri in salsa nepotista messa in scena prima di quel ‘leggendario’ Cesena-Carrarese al gusto (anche) di nervi saltati e di armadietti distrutti. L’assordante (e pure irrispettoso) silenzio sfoderato la scorsa estate subito dopo quell’agghiacciante eliminazione maturata ai play-off col Lecco. Le mostruose spese folli date in pasto al bilancio (in perdita) chiuso al 30 giugno 2023. L’abominevole decisione (poi fortunatamente revocata a stretto giro di posta) di mettere le reti di protezione para-palloni davanti alla Curva Mare. Io non dimentico certe (più o meno) grosse ‘marachelle’ commesse dagli Americani negli ultimi due anni. Io non mi faccio travolgere da tutta questa euforia post-promozione al gusto di melassa e di buonismo ad oltranza che tutto fagocita. Che tutto seppellisce. Che tutto asfalta. Che tutto annienta. Però, allo stesso tempo, non posso non fare un robusto e sincero applauso a John Aiello & Friends. Non posso non complimentarmi con questi imprenditori a stelle e strisce che hanno appena riportato - a suon di sonanti vittorie e di record stracciati - il Cesena in Serie B. Non posso non rendere omaggio a questi manager che sono riusciti - spesso lavorando da casa in smart working - a far tornare l’entusiasmo in una piazza che, dopo quel tragico fallimento ‘targato’ Lugaresi Junior e (soprattutto) dopo quei 4 anni di mediocrità trascorsi in quella fogna chiamata Serie C, aveva smarrito per strada la voglia di sognare in grande. Poche storie: sono stati bravi, gli Americani. Bravi. E pure fortunati. Sì, fortunati. Ma soprattutto bravi. Bravi a non farsi travolgere dal vortice della depressione dopo quell’incredibile harakiri maturato col Lecco. Bravi a mettere dietro la scrivania l’ottimo Fabio Artico. Bravi a ridar fiducia a Domenico Toscano. Bravi soprattutto ad investire (di nuovo) cifre pesanti in questo costosissimo giocattolo bianconero. Sì, sono stati bravi John Aiello & Friends. Il difficile però, per loro, arriva adesso. Sì, adesso. Sia dal punto di vista squisitamente tecnico che prettamente contabile. Perché la Serie B non è mica la Serie C. E perché – gentili lettrici e gentili lettori, non dimenticatevi mai di questo concetto fondamentale – le perdite di bilancio non si possono ripianare ad oltranza.


PS 1: Quelli che… vogliono ‘solo’ godersi il presente. Quelli che… vogliono ‘solo’ rendere (ancora) omaggio a questo strepitoso Cesena che non ha ancora perso la voglia di vincere, di sorprendere, di inseguire record. Quelli che… se ne infischiano dei bilanci già depositati, dei forecast al 30 giugno 2024, della sostenibilità economica-finanziaria. Quelli che… il fallimento del 2018 è solo un ricordo lontano, una cartolina ingiallita dal tempo. Quelli che… sono nati sognatori e moriranno sognatori. Come il mio amico Andrea

PS 2: Quelli che… pensano ‘solo’ al Cesena di domani. Quelli che… la notte non dormono perché hanno paura di perdere il talentuoso Berti e bomber Shpendi. Quelli che… prima guardano il conto economico e solo dopo buttano un occhio alla classifica. Quelli che… vogliono sapere al più presto cosa succederà nella stanza dei bottoni bianconeri. Quelli che… il fallimento del 2018 è ancora una ferita aperta, apertissima, che sanguina ancora copiosamente. Quelli che… sono nati ragionieri e moriranno ragionieri. Come il mio amico Luca