Esattamente 47 anni fa alla Fiorita la madre di tutte le partite rubate

27.01.2021 07:00 di Redazione TUTTOCesena   Vedi letture
Festa e Mazzola
Festa e Mazzola

Era il 27 gennaio di 47 anni fa, ovvero correva l'anno 1974. Alla Fiorita di Cesena i padroni di casa affrontarono l'Inter, perdendo per 1-0 a seguito di una rete di Mazzola al minuto 70, una incredibile annullata a Festa e almeno un paio di rigori non concessi ai bianconeri. Il pubblico romagnolo andò su tutte le furie per lo scandaloso arbitraggio del signor Paolo Toselli, triestino ma della sezione di Cormons. Marzio Magnani ci racconta quella che passò alla storia come "la madre di tutte le partite".

di Marzio Magnani

IL CONTESTO. Il Cesena si trova in serie A tra la sorpresa generale ma con merito, la squadra è molto forte soprattutto in difesa e mediana e se solo avesse un attacco più prolifico si potrebbe già sognare quello che avverrà due anni dopo. Qualche ingenuità di troppo a causa dell'inesperienza e arbitraggi che nulla ti regalano, (la domenica precedente sconfitti a Roma per un rigore inesistente trasformato da Domenghini al 78') non frenano un Cesena che affronta alla pari qualunque squadra. Ora arriva, davanti a spalti gremiti, il blasonato rappresentante della Milano nerazzurra.

LA PARTITA. Il Cesena affronta l'avversario come sempre senza timori, l'Inter è quasi inesistente dalla cintola in su, e crea due occasioni soltanto in tutta la partita: una nel primo tempo al 10' con Mazzola che scavalca Boranga con un pallonetto ma Ammoniaci salva di testa davanti alla porta; l'altra è il gol di Mazzola al 70' che, smarcato da un colpo di tacco di Moro (subentrato da pochi minuti per un evanescente Mariani, entrambi in seguito verranno a giocare col Cesena) si presenta solo davanti a Boranga e lo superava con un tiro nell'angolo più lontano. Il Cesena con una grande mole di gioco crea almeno 5/6 occasioni da rete ma i Mazzola e Boninsegna stanno con gli altri... emblema di questa partita è l'ultima palla gol avuta da Braida negli ultimi minuti, che cincischia per 3/4 secondi invece di tirare e sciupa tutto. Ma la partita ruota tutta attorno ad un episodio: siamo all'11' del primo tempo quando Braida affronta Facchetti in un contrasto frontale e conquista palla, fugge sulla destra crossa per Festa appostato appena fuori area che si aggiusta il pallone e fa partire un gran tiro che fulmina Bordon proprio all'incrocio dei pali ma incredibilmente il direttore di gara annulla. Questa almeno è la versione del celebre radiocronista Piero Pasini di Bologna su "Tutto il calcio minuto per minuto" che si può ascoltare su YouTube, e che calca la mano sul fatto che nessuno capisce il perchè dell'annullamento di questo bel gol; invece per i giornali il contrasto è stato fatto su Burgnich e non Facchetti, ma che è apparso regolarissimo a tutti, e nessuno dell'Inter aveva protestato. Si tratta a tutti gli effetti di una follia dell'arbitro Toselli della famigerata sezione di Cormons. Lui e Barbaresco erano famosi per partite molto contestate, in particolare una dell'anno passato dove Barbaresco non aveva visto un gol del Torino entrato di almeno 40 centimetri, addirittura espellendo Ferrini capitano del Torino, episodio che escluderà il Toro dalla corsa scudetto a favore della Juve. Bisogna menzionare anche i veementi reclami dei giocatori cesenati e del pubblico su probabili rigori, e in due casi sui falli commessi in area di Facchetti e Giubertoni, apparsi a tutti netti. 

L'ASSEDIO ALL'ARBITRO. Uscendo dal Curvone andai a vedere davanti alla tribuna cosa succedeva: un trambusto incredibile, la gente non aveva digerito l'arbitraggio e voleva "giustizia". Ricordo Sigfrido Piccinini delle Brigate Bianconere che stava sul tetto dell'allora casetta del custode (ora adibita ad uffici) e con un bandierone arringava la folla. Il resto l'ho letto dai giornali. Circa 4.000 tifosi (fonte Stadio) cinsero d'assedio la Fiorita e alcuni addirittura riuscirono ad entrare negli spogliatoi, uno addirittura fu fermato mentre tentava di entrare nello stanzino dell'arbitro. Un gruppetto di supporters cesenati tentò di aggredire Mazzola intento a firmare autografi, "mafioso, mafioso" gli gridavano: il pronto intervento della polizia ha permesso al giocatore di allontanarsi senza danni. Gente assiepata dietro i cancelli colpiva il pullman dell'Inter con sassi e bottigliette di vetro con i giocatori dentro: questo bus riuscirà ad andarsene solo un paio d'ore dopo il termine della partita. Fu addirittura perquisita un'ambulanza dai tifosi cesenati che cercavano Toselli ovunque. L'assedio ebbe anche risvolti comici quando il presidente dell'Inter Ivanoe Fraizzoli fu zittito dalle mogli dei giocatori bianconeri. Dopo alcune ore dal termine del match la polizia riuscì a portare in salvo la terna arbitrale fortunatamente incolume.

CONCLUSIONI. Temevano tutti una lunga squalifica del campo, ma visto che nessuno si era fatto male e che la "ladrata" era evidente a tutto il mondo del calcio nazionale, il Cesena fu praticamente perdonato: una semplice diffida che non ebbe seguito nel proseguo del campionato e una modesta multa di 1,5 milioni di lire. Toselli che era all'ultimo campionato in carriera non lo vedemmo più, ma ci mandarono l'altro arbitro della sezione Cormons Barbaresco nel sentitissimo derby con il Bologna. Ricordo che fu un arbitraggio finalmente casalingo: ci accordò addirittura un rigore (che c'era) mentre furono tante le lamentele dei bolognesi a fine partita per alcune decisioni di Barbaresco. In ogni caso fu una vittoria per 3-0 indiscutibile. La partita seguente alla Fiorita fu casualmente contro l'altra milanese, quella rossonera (10 febbraio 1974) quella dei 35.991 spettatori paganti, della "nasata" di Bertarelli, una vittoria indimenticabile, finalmente.