La Lanterna #18 | Sulla strada

“Nella vita non c’è altro che viverla. E basta”.
10.01.2021 12:00 di Bruno Rosati   Vedi letture
© foto di Luigi Rega
La Lanterna #18 | Sulla strada

“Ecco qual è l’origine della solitudine umana: essere sperduti in un mondo troppo grande che ci divora tutti quanti a ogni istante”.
All’altezza del dischetto, Bortolussi palleggia un paio di volte con le mani, quasi come fosse in lunetta e si accingesse a tirare due liberi. Poi posa la sfera. Aspetta con impazienza il fischio di Luca Zufferli da Udine. Quando il direttore di gara dà il via libera, il portiere del Südtirol sta indietreggiando ed è ancora fuori dai pali. Ma non importa, Bortolussi ha già deciso. Incrocia il tiro mirando all’angolino basso alla sua sinistra. Forse non guarda nemmeno, perché se lo facesse vedrebbe che Poluzzi è decentrato rispetto al centro della porta. Chiude gli occhi e calcia. Poluzzi para.
Contrariamente a quanto si potesse pensare, di lì in avanti il match non cambia registro. Ma in fin dei conti quel rigore ci ha già detto tutto quello che ci doveva dire: Bortolussi è stato sopraffatto dalla voglia di segnare. La smania di spedire la palla in fondo al sacco ha avuto la meglio, segno che il digiuno dal gol per un attaccante è sempre opprimente. Anche quando compagni, pubblico e critica ne lodano la generosità. Consumato dall’assenza dell’unica certezza attorno alla quale orbita l’esistenza di un centravanti. È un mondo infame, Mattia.

“Forse la vita è questo… un battito di ciglia e stelle ammiccanti”.
Un battito di ciglia, come quello in cui Mattia chiude gli occhi e calcia. E tante stelle ammiccanti, come quelle che fanno brillare Giacomo Poluzzi. Una respinta non difficile per come si è sviluppata la dinamica. Una respinta che dà il la alla sua prestazione, suggellata poi da due interventi da urlo su Favale e soprattutto su Nanni, poco dopo l’ottantesimo.
Non volendo sfigurare nei confronti dell’estremo difensore bolognese che ha tenuto a galla la massima espressione calcistica dell’Alto Adige, da buon cesenate Michele Nardi fa altrettanto e permette al Cavalluccio di conservare un punto più che meritato.

“Qualcosa, qualcuno, uno spirito, inseguiva tutti noi nel deserto della vita, destinato a prenderci prima che potessimo raggiungere il paradiso”.
In attesa di conoscere gli altri risultati, il pareggio sembra andare bene ad entrambi. Il Südtirol strappa un punto sudato. Il Cesena, dopo il brivido finale, continua la propria striscia di risultati utili. Eppure entrambi potrebbero trovarsi più distanti dalla vetta della classifica e da quella Serie B così bramata.
Già, perché dopo una seconda parte del girone d’andata a dir poco sontuosa la speranza non può che essere quella: la Serie B. Non ci sono i favori del pronostico. E probabilmente non ci saranno neppure dopo l’innesto di qualità che verrà fatto a centrocampo. Altre squadre faranno acquisti faraonici per accaparrarsi il vanesio titolo di ‘regina del mercato’. Poco importa, è giusto continuare ad alimentare il sogno.
Forse per il Cesena raggiungere la cadetteria sarà difficile come girare l’America in autostop. Però Jack Kerouac ce l’ha fatta.

«Dobbiamo andare e non fermarci finché non siamo arrivati»
«Dove andiamo?»
«Non lo so, ma dobbiamo andare»
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