Colpiti? Sì. Affondati? Pure. E a breve si spera rifondati
1. Considerando peso e forza dell’avversario, ma anche interpretazione e continuità nei novanta minuti (male solo l’approccio), è stato per distacco il miglior Cesena dell’era Cole… Anche fosse vero quanto appena asserito, quel che è stato fatto dai bianconeri oggi al Barbera non basta. E cercare a tutti i costi una prospettiva positiva nella lettura di questo Cesena significa voler ignorare quel che sta accadendo da cinque mesi a questa parte. Aggrapparsi ad una presunta ‘prestazione’ significa guardare il dito e non la luna.
2. Pensare “Però! Al cospetto del Palermo il Cesena non ha fatto poi così male!” equivale a rallegrarsi del fatto che, in virtù della caduta del Bari, il Cavalluccio ha aritmeticamente scongiurato le possibilità di retrocedere direttamente in questo turno di campionato. Quindi? Ora che si fa? Attendiamo i risultati che faranno Virtus Entella e Reggiana sperando sparisca pure ogni chance di play-out?
3. “Ma davvero qualcuno pensava che il Cesena potesse far punti al Barbera?” No. Almeno non questo Cesena. D’altra parte, in pochi si aspettavano pure perdere in casa con Reggiana, Empoli, Bari e Spezia. Di fare un solo punto tra andata e ritorno con l’Entella sopraccitata. Di venire randellati dal Mantova e dall’Avellino. Quindi no, non è che ci si aspettasse di fare punti a Palermo, ma un sussulto d’orgoglio da parte dei bianconeri non può proprio arrivare?
4. Altro gol subìto in avvio. Olivieri, Cerri e compagnia incapaci di inquadrare la porta quando si arrivava al tiro. L’illusione di aver fatto una buona prestazione cade davanti a queste due facce della stessa medaglia: i giocatori del Cesena hanno la pancia piena.
5. L’inizio molle e l’imprecisione nella conclusione sono indicatori di una squadra che, nell’insieme composto dalla somma delle singole individualità, ha pensato: “Quel che potevamo fare in questo campionato, lo abbiamo fatto”. E il problema è che non lo ha pensato oggi o nelle ultime due partite. Lo ha pensato a fine novembre e da allora, più o meno inconsciamente (questo non possiamo saperlo), non ha cambiato idea.
6. Alla quattordicesima giornata il Cavalluccio ha battuto il Modena, agganciandolo in quel frangente al terzo posto. Da allora si sono disputate ventuno giornate, oltre un girone per intenderci, e il Cesena è virtualmente terzultimo per punti conquistati in questo lasso di tempo. Sempre che non vincano Empoli e Reggiana, in tal caso i bianconeri stazionerebbero all’ultimo scalino della graduatoria. Che stagione è quella in cui, per oltre un intero girone, hai un rendimento da retrocessione diretta?
7. Cinquantadue gol al passivo. Fra le squadre al di sopra della zona play-out soltanto l’Avellino ha fatto peggio. Inevitabile si cominci quindi a pensare ad una completa rifondazione estiva del pacchetto arretrato. Anche a costo di privarsi di qualche uomo immagine.
8. Il resto passa in secondo piano. Non che sia meno grave, eh. Tanto le colpe di chi scende in campo, quanto un allenatore che, a distanza di un mese dal suo insediamento, pare ancora un corpo del tutto estraneo alla realtà in cui si è trovato catapultato.
9. Cinque partite con l’inglese in panchina. Tutte le volte la sua squadra è andata sotto. Per giunta, ciò spesso è accaduto nei primi dieci minuti. Zero punti realizzati in trasferta, alla stregua dei gol fatti mentre quelli al passivo sono stati almeno un paio in ogni viaggio. Qual è stato il beneficio tratto dal suo arrivo in sostituzione di Mignani? Siete fiduciosi nel proseguire con lui pure nella prossima stagione?
10. Per altre considerazioni vi invito a leggere la personale rubrica di Stefano Severi.
A questo link trovate i 10 (s)punti
