Gli esperimenti di Ashley Cole e i complotti messi in atto dalla stampa prezzolata
1. Era stata chiesta una presa di coscienza ai calciatori, è arrivata. Se nei due giorni che avevano preceduto la trasferta di Mantova erano proliferate lamentele, spifferi, voci incontrollate di insurrezioni, dopo la gara del Martelli è calato un quanto mai benefico silenzio. La squadra ha compreso di dover mettere in secondo piano il malcontento e di rimandare tutte le questioni extra campo a dopo la conclusione della stagione.
2. Quanto detto a ridosso del turno infrasettimanale rimane valido: è comprensibile lo shock emotivo del gruppo nel vedere allontanato Mignani, non sarebbe stato invece accettabile continuare a piangersi addosso. Anche perché la maggior parte degli elementi in rosa ha due o tre anni di contratto mentre l’allenatore genovese, in ogni caso, sarebbe durato al massimo sino a giugno. Era il caso di farsene una ragione, il messaggio sembra recepito.
3. Anche oggi sono proseguiti gli esperimenti di Cole e ci sono cose che ci si augura di non vedere più. Ad esempio Shpendi alto a sinistra e lontano dalla porta. Oppure Berti fare l’esterno puro di centrocampo. Se non altro è finita la ‘vita da mediano’ di Corazza che è stato collocato dove è giusta che stia.
4. Ciononostante, pur essendo al suo secondo match in panchina, Cole ha compreso che si possono apportare correttivi in corso d’opera. È partito nuovamente con il 4-2-3-1. Una volta preso gol da Liberali è passato al 4-4-2. Poi si è sistemato definitivamente con un 4-3-3 dove Shpendi è tornato più vicino alla porta e Berti è stato ripristinato a mezzala offensiva. Perché Mignani non ci abbia mai provato resterà un mistero irresolubile.
5. Ci sarà tempo per fare la tara ai demeriti del Catanzaro. È inconcepibile come nella ripresa i calabresi si siano consegnati alla reazione bianconera, senza equilibrio e senza misura. Nell’immediato ci godiamo questa vittoria e soprattutto i tre punti che irrobustiscono una classifica ora molto più sicura.
6. Nel campionato passato quarantatré punti sono stati sufficienti per salvarsi senza passare dai play-out, sebbene sulla classifica finale abbiano inciso le penalizzazioni comminate a Brescia e Cosenza. In attesa di che si completi il trentaduesimo turno, l’impressione è che pure quest’anno possano bastare.
7. Prima fotografia del pomeriggio: la corsa liberatoria di Giovanni Zaro. Dopo il pareggio siglato da Cerri, il centrale difensivo si è fatto tutto il campo per esultare sotto la curva, incitando nel mentre tutta la gradinata. Questo giocatore non è certo un fenomeno ed è prematuro issarlo ora a simbolo, ma è giusto sottolineare la sua totale abnegazione.
8. Seconda fotografia del pomeriggio: la prima gioia in bianconero di Matteo Piacentini. La rete è stata piuttosto casuale ma è il meritato premio per un giocatore che forse non è il massimo per la categoria, per usare un eufemismo, ma che sa sempre aspettare il suo momento e che ha sposato la causa bianconera, non quella di tale dirigente o tale allenatore.
9. Terza fotografia del pomeriggio: le prestazioni offerte da Simone Bastoni e Marco Olivieri. Nulla di trascendentale, eh. È comunque tardi per riscattare mesi (se non addirittura anni) di nulla. E non si possono ‘condonare’ le dita davanti la bocca a voler zittire il pubblico o qualcun altro. È tuttavia possibile cercare, se non altro, di chiudere l’esperienza in Romagna dignitosamente. Ci si augura che nelle prossime sei partite i due possano proseguire sulle stesse frequenze odierne.
10. Al di là di queste diapositive, sapete però qual è la cosa migliore di questa vittoria? Che ce la possiamo gustare più a lungo, dato che ci sarà una settimana di sosta. Visto che di tempo libero ora ne avrete molto, andate a leggere l’opinione di Stefano Severi.
A questo link trovate i 10 (s)punti
