Pugno duro con i calciatori? Non c’è nessuno in grado di metterlo in atto

“Get smart ’fore the shit start. ’Fore it get dark, ’fore they hit you with a pitchfork. Better crip walk (Crip walk), this is real talk”.
18.03.2026 00:30 di  Bruno Rosati   vedi letture
Pugno duro con i calciatori? Non c’è nessuno in grado di metterlo in atto

1. La buona notizia è che non è stata una sconfitta ‘intenzionale’. Nel senso che se una squadra vuole perdere di proposito, per mettere in atto una ripicca o una ritorsione, non perde in maniera così plateale affondando su tutta la linea.

2. Per il resto c’è solo da piangere, per lo meno per noi che guardiamo le partite da fuori. Chi invece non si può permettere di piangere è chi scende in campo. Che qui negli ultimi mesi di latte ne è già stato versato a ettolitri…

3. Era preventivabile che la squadra rigettasse in toto il nuovo allenatore - scelto per ragioni che nulla hanno a che vedere con il rettangolo verde, che a occhio e croce prima di entrare al Martelli di Mantova non aveva mai guardato una partita di serie B, che dei giocatori di cui dispone non si è nemmeno degnato di leggere su transfermarkt quale ruolo ricoprano - sin dal principio? Sì, era altamente preventivabile e perciò non doveva venirgli affidata la panchina.

4. Il fatto che fosse preventivabile però non rende in automatico giusto o accettabile l’atteggiamento tenuto negli ultimi tre giorni dai calciatori, né il loro approccio alla nuova situazione che si è venuta a configurare.

5. Che la squadra fosse con Mignani, nonostante il calo accusato a partire da dicembre e il tracollo da gennaio in avanti, lo si era capito da tempo. Del resto, chi non sarebbe dalla parte di chi gli consente di fare ciò che gli pare e piace sul posto di lavoro? Appurato ciò, se la squadra ci teneva così tanto a proseguire con lui, sarebbe stato il caso di darsi una svegliata prima e non solo nei due miseri e striminziti pareggi con Modena e Frosinone.

6. Se Mignani è stato silurato la colpa è principalmente di una dirigenza che non lo ha tutelato e protetto nel momento in cui ha iniziato a deragliare, che non lo ha difeso pubblicamente e che non si è adoperata nei tempi e nei modi giusti per far sì che la proprietà comprendesse che fosse necessario non intaccare determinati equilibri.

7. La scelta di Ashley Cole come guida tecnica si rivelerà in breve una cazzata? Non si può giudicare un allenatore dopo una sola partita, per giunta con due soli allenamenti effettuati. Eppure sì, ci sono già tutti i presupposti per pensare che sia stata una cazzata. Ma…

8. Ma in campo comunque ci vanno i giocatori, non Ashley Cole. I piagnistei che si sono sentiti da domenica pomeriggio in avanti sono sceneggiate non degne di chi deve scendere in campo per difendere i colori bianconeri. È ora che vi assumiate le vostre responsabilità e che poniate fine allo schifo che si vede in campo dall’inizio di questo 2026.

9. Cari calciatori, ritenete che i vostri datori di lavoro abbiano attuato un’infamata ai vostri danni? È un pensiero legittimo. Ritenete che il tizio che ora siede in panchina sia una figurina sbiadita che non abbia alcunché da darvi? È anche questo un pensiero legittimo. Nessuno vi muoverà obiezioni né sulla prima, né sulla seconda vertenza. Ora però vedete di fare quei punti che mancano alla salvezza. In qualsiasi maniera. Ritenete di dovervi autogestire? Fatelo pure, quel che conta è salvaguardare in men che non si dica la permanenza in B. Perché la misura è colma.

10. Cari calciatori, è inevitabile che ora qualcuno cominci a invocare il pugno duro dall’alto nella gestione dello spogliatoio. Ma siete fortunati. Perché sopra di voi vi è una dirigenza che rifiuta di assumersi responsabilità sin dal principio della stagione, quindi figuriamoci se ora verrà a dirvi due parole a brutto muso… E in fin dei conti pure in questo spazio abbiamo comunque cercato di far passare il concetto con le buone. Chi invece ha già cominciato a dirvelo con le cattive nella sua personale rubrica è Stefano Severi.
A questo link trovate i 10 (s)punti