Viali e il nemico invisibile: "Il Covid mi ha tolto poesia e atmosfera"

10.11.2020 16:34 di Stefano Severi   Vedi letture
© foto di Francesco Di Leonforte/TuttoCesena.it
Viali e il nemico invisibile: "Il Covid mi ha tolto poesia e atmosfera"

Finalmente, un'anima. E un cuore, desideroso di fondersi con quello di un ambiente di cui tanto ha sentito parlare ma che fino ad oggi non si è potuto gustare. "Sogno di godermi questa piazza - spiega William Viali nella videoconferenza stampa pre Pesaro - invece sono costretto a vivere un'altra stagione a metà. Dopo le due partite dello scorso campionato  è arrivato il lockdown che ha tolto poesia e atmosfera. Perchè quello della mancanza del pubblico è un problema di cui si tendiamo a parlare troppo poco".

Eccolo il Viali pensiero, proprio alla fine della chiacchierata con la stampa: arriva alla fine, quando le domande più banali sono state rintuzzate (che partita si aspetta domani?), quando le risposte da copione sono già state fornite (con la Fermana è stata la classifca partita di Serie C decisa dagli episodi), quando persino i tentativi di polemica nei confronti del preparatore atletico sono stati smorzati (Nelle ultime partite si può parlare di calo fisico del Cesena?), ecco che il tecnico dei bianconeri può parlare a braccio e rivelare la propria identità.

E l'identità di Viali è quella di uno chiuso in gabbia, fisicamente e mentalmente. Fisicamente perchè martedì mattina non è ancora arrivato l'esito del tampone della liberazione fatto sabato scorso, ovvero tre giorni prima, quella che in teoria dovrebbe decretare la non positività a farlo sedere domani in panchina. E poi prigioniero mentalmente perchè il Covid sta stravolgendo tutti i campionati di calcio.

"Ho molta voglia di tornare a vivere il campo - spiega - mi manca il contatto con i ragazzi, mi manca condividere con loro le emozioni ma questi sono gli effetti del Covid. Se ci limitiamo a parlare di calcio, consapevoli che stiamo vivendo una tragedia di portata ben superiore, possiamo affermare che dallo scorso settembre viviamo una situazione di stress amplificato: è la punta di un iceberg che condiziona tutto".

Lo spunto è offerto dal derby siciliano Palermo-Catania, con i padroni di casa costretti a giocare senza panchinari, eccezion fatta per due portieri: tutti gli altri giocatori in lista erano positivi al Coronavirus con l'eccezione di due negativi ma indisponibili per squalifica. Quindi non è stato raggiunto il numero minimo per rinviare la gara (poi pareggiata 1-1). "Ho visto la gara ed è stata una situazione davvero paradossale - spiega Viali - ma è così per tutti. Dobbiamo accettare che queste gare, questi campionati, sono regolari nel senso che rispettano le nuove regole in tempo di Covid. Però è indubbio che il campionato è condizionato: il Corona toglie a qualcuno e dà ad altri. In pratica deciderà la fortuna e la sfortuna".