Quel miraggio chiamato Serie B. Con i giovani o ‘nonostante’ i giovani?

29.05.2021 11:30 di Giacomo Giunchi   Vedi letture
Quel miraggio chiamato Serie B. Con i giovani o ‘nonostante’ i giovani?
© foto di Luigi Rega

Oramai sono passati una decina di giorni dallo scioccante finale del campionato del Cesena, è giunto il momento di chiedersi quale sia l’eredità sportiva che questa stagione lascia al Cavalluccio per l’anno venturo e quelli a venire. Uno degli aspetti principali non può che essere l’utilizzo dei giovani, un diktat societario che ha rappresentato una costante che ha connotato i mesi trascorsi tra settembre e aprile. Accadrà altrettanto pure nel futuro prossimo del Cesena FC?

Partiamo con ordine. La Lega Pro, come ben noto, elargisce contributi in termini monetari per quanto riguarda l’impiego e il minutaggio durante la stagione dei cosiddetti ‘under’. Nell’annata appena conclusasi, questa normativa ha riguardato i classe ’98, per un massimo due a partita, e tutti i giocatori classe ’99 o più giovani. Per accedere ai contributi aggiuntivi da parte della Lega Pro, alle squadre di Serie C basta schierare per tutti i novanta minuti del match tre under, mentre al quarto basterà disputare anche solo sessanta secondi di partita, per un totale di 271 minuti.
Quest’anno il Cesena ha effettuato un ottimo compromesso tra under e over. Infatti, sono stati guadagnati dalla società romagnola, schierando giocatori come Favale, Ciofi, Collocolo e Zappella, oltre 350 mila euro di contributi (praticamente il valore, almeno teorico, del cartellino di Bortolussi) che in un campionato come la Serie C, e in una società con modeste capacità economiche come il Cesena, sono puro ossigeno per le casse e per la crescita del club.

Il Cavalluccio, per proseguire questo percorso di crescita post-rinascita, deve continuare su questa linea; è vero, la Serie B forse arriverà più tardi, ma non si può pensare di fare come altre società, apparentemente facoltose, che spendono senza criterio per poi  ritrovarsi ad uscire agli ottavi di finale dei playoff (vedi il Bari), avendo ancora meno motivazioni l’anno successivo. Servono giocatori e giovani motivati per creare solide basi alla squadra, che possano anche garantire un futuro importante al club.
Un esempio da tenere in considerazione è il Cittadella dell’ex bianconero Perticone. Una società che addirittura è la terzultima rosa della cadetteria come valore di mercato e monte ingaggi, ma che grazie ad un ottimo mix tra giocatori esperti e giovani in rampa di lancio, è riuscita a sfiorare l’impresa Serie A. Un traguardo inseguito attraverso una programmazione pluriennale, non certo con avventatezza o accaparrandosi i nomi più chiacchierati sul mercato.

Però attenzione! Non sempre la tenera età è sinonimo di garanzia di rendimento. Se n’è avuta la prova da svariati elementi, molti dei quali provenienti da squadre blasonate di Serie A, come Capanni e Sala dal Milan, Satalino e Aurelio dal Sassuolo, Koffi dalla Fiorentina, e Borello dal Crotone. Per molteplici questioni - e forse anche per la poca voglia di fare gavetta, con il sogno di esordire in Serie A - il loro apporto è stato insufficiente; di sicuro non hanno giovato allo spogliatoio e al gruppo squadra.
La dirigenza bianconera non deve ‘abboccare’ all’allettante nome della società di provenienza. Anzi, è opportuno guardare maggiormente anche in casa propria, nel proprio settore giovanile, dare qualche chances a giocatori del calibro di Munari e Campagna. Ci sono molti altri giovani promettenti tra le fila della primavera del Cavalluccio, come il trequartista Nicolò Vallocchia o il centrocampista Riccardo Bracci. Certo, ci vuole cautela: per sgrezzare un talento alle prime esperienze occorre comprenderlo in tutte le sue sfaccettature, sapergli concedere le giuste pause necessarie alla maturazione di chi è ancora acerbo.

In conclusione, il concetto di fondo è che attualmente una società come il Cesena non conquisterà la Serie B affidandosi a trentenni che non conoscono la piazza e privi dello stimolo adeguato, che vengono in Romagna solo per aggiungere ‘Cesena’ al proprio curriculum. C’è bisogno del giusto mix, di equilibrio fra esperienza e voglia di mettersi in gioco (vedi Di Gennaro) con giovani orgogliosi, in grado di garantire un roseo futuro alla società.
Perciò non aspettatevi altro: saranno gli under ad essere al centro del calciomercato estivo, dato che gli unici attualmente presenti in rosa in vista della prossima stagione sono unicamente Munari e Campagna, che il campo sin qui l’hanno visto ben poco. Si deve prendere atto che la Serie B la si raggiunge solo così. Forse non arriverà nell’immediato, ma è un obiettivo da perseguire con anni di costruzione e di accurata patrimonializzazione. Non con acquisti ‘mediatici’ e spese folli per affrettare i tempi. Bisognerà percorrere una strada più ‘meritocratica’. E poi, si tornerà finalmente a riveder le stelle…