Candela e Adamoli in coro: “il calcio di Viali è stupefacente!”

Presentati oggi in conferenza i due nuovi terzini bianconeri. Menzione particolare per Adamoli, diplomatosi con il massimo dei voti.
10.08.2021 19:05 di Giacomo Giunchi   vedi letture
Candela e Adamoli in coro: “il calcio di Viali è stupefacente!”
© foto di Giacomo Giunchi

Ed eccoci come di consueto a presentarvi i nuovi acquisti del Cesena. Oggi sono stati presentati i due titolari teorici delle catene esterne: Antonio Candela e Andrea Adamoli. A fare gli onori di casa ci ha pensato sempre il direttore sportivo Moreno Zebi: “Con piacere presentiamo due nuovi arrivi che sono fra noi già da un po’ di tempo. Arrivare a giocatori di questo genere è il tipo di operazione che dà soddisfazione. Entrambi giovani, però hanno già un buon percorso alle loro spalle in termini di esperienza. In particolare Candela ha già saggiato la B. La sua squadra di appartenenza, il Genoa, ha investito molto su quello che è un profilo di primo piano. Sono molto contento di essere riuscito a vincere una concorrenza agguerrita per accaparrarcelo. Sa giocare sia a destra che a sinistra.
Adamoli invece è un ragazzo dell’Empoli. Ha passato la scorsa stagione nella Lucchese.
L’idea era quella di dotarsi di ragazzi giovani che avessero però già intrapreso il percorso da professionisti. Ci auguriamo possano contribuire in maniera importante nella stagione alle porte. Si sono ben inseriti e ho ricevuto feedback positivi da parte di Viali. Entrambi sono qui in prestito annuale
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La parola passa quindi a Candela: “Ho svolto la trafila delle nazionali giovanili e poi sono salito di gradino; il salto dalle giovanili alla prima squadra non è sempre facile. Ho fatto un percorso di maturazione e ho scelto di intraprenderlo dalla C o B per mettere più minuti in campo possibile. Per un giovane è meglio andare dove ci si può esprimere al meglio.
Sicuramente lo step di quest’anno è decisamente più importante rispetto al precedente. Cesena è una piazza molto importante che merita di stare in altri palcoscenici. Voglio maturare qui e dare il mio contributo alla squadra il meglio possibile. La serie B ha mediamente un livello tecnico più alto. Però una piazza come Cesena si avvicina molto ai livelli di Serie B.
Ho riscontrato idee di gioco particolari da parte di Viali. All’inizio si fa fatica ad attuarle ma una volta che ci entrano in testa diventa tutto più automatico. È un calcio molto evoluto e propositivo. Noi siamo giocatori di fascia possiamo esprimerci al meglio in questo modo di giocare. 
Paragonato ad Hysaj? Non ci do tanto peso, penso solo a lavorare e a mettere minuti ed esperienza in campo. Non ci facciamo condizionare da questi articoli. Spero di rilanciarmi ad alti livelli e fare molto bene quest’anno in bianconero. A livello giovanile ho cambiato varie posizioni, ma il terzino destro è il mio ruolo principale. Posso anche adattarmi a sinistra. Sono il classico terzino di una difesa a quattro.
Fuori dal campo sono un bravo ragazzo, disponibile e con tanta voglia di lavorare. Dentro al campo la mia qualità più spiccata è la spinta sulla fascia, la velocità: mi piace essere più offensivo che difensivo. È un po’ di anni che mi alleno con le prime squadre, quindi già da giovane ho avuto a che fare con i più esperti”
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Viene poi il turno di Adamoli, solo all’apparenza più timido rispetto allo sguardo deciso di Candela: “Speriamo di fare una grande stagione. Ho tanta voglia di dare una mano alla squadra e di ripagare la fiducia di mister e direttore. È un anno in cui possiamo divertirci, dare il meglio e portare a casa grandi risultati. Anch’io sono stato stupito dal modo di giocare di Viali, un inizio particolare.  
I tanti trasferimenti in età precoce? È più semplice, a mio avviso, trasferirsi da piccoli che dopo. Sono andato via di casa a quindici anni, alla Juventus. Bisogna fare molti sacrifici soprattutto nel tempo libero, ma sono stato molto fortunato, ho mantenuto sempre lo stesso gruppo di amici. Ho cambiato quattro scuole in cinque anni, ma sono uscito con 100 alla maturità.
Vantaggi e svantaggi di giocare con Genoa e Juve? Parti subito al top e sei abituato fin troppo bene. Quando fai il salto tra piccoli e grandi difficilmente mantieni quel livello alto di squadra. Magari il rischio è quello di demoralizzarsi. C’è una differenza abissale tra i campionati primavera e la C. Il passaggio lo senti molto, quando cresci diventa molto più importante il risultato. 
Le mie doti? Anch’io prediligo la corsa in fase di spinta. Ritengo di essere un terzino offensivo, sulla fascia sinistra dove ho sempre giocato. Preferisco giocare la palla a terra. Devo migliorare tanto nella fase difensiva e direi anche fisicamente: ho bisogno di mettere su qualche chilo di massa. In compenso, l’anno scorso sono migliorato tanto sulle palle inattive.
Il vantaggio di quest’anno è che già in ritiro abbiamo vissuto una vita più simile alla normalità. L’assenza dei tifosi rappresenta una grande difficoltà. È una delle differenze sostanziali tra giocare nei ‘piccoli’ e nei ‘grandi’. Il pubblico ti aiuta a maturare”
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